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Nidi e asili: ''Cari genitori valutate bene se far rientrare i vostri bambini: la Giunta ha fissato un'apertura che causerà delle gravi limitazioni''

Dopo aver scoperto in diretta dall'annuncio del presidente Fugatti che i servizi all'infanzia avrebbero riaperto (praticamente solo per 5 settimane o poco più) si è scatenato il caos tra gli addetti ai lavori trattati alla stregua di ''parcheggiatori'' di bambini. Ieri sono arrivate le linee guida ma le lettere di due istituti della Valsugana dimostrano quanta poca condivisione ci sia stata in questa fase da parte della Giunta con i dirigenti che arrivano a consigliare ai genitori di valutare attentamente il reinserimento dei loro bambini

Di Luca Pianesi - 04 giugno 2020 - 06:02

TRENTO. ''Cari genitori come ormai noto la Giunta provinciale ha deciso la riapertura delle scuole materne fra l'8 e il 18 giugno prossimi. Tale decisione è avvenuta senza alcun confronto con le realtà delle Scuole Materne come la nostra. Chi deciderà di far rientrare il proprio bambino alla Scuola Materna troverà una scuola completamente diversa da quella lasciata a febbraio e questo non per volontà della scuola ma della Giunta provinciale che ha fissato un'apertura che causerà, nell'attuale momento, delle gravi limitazioni alla didattica, all'organizzazione, alla relazione e alla socialità di bambini e bambine''. E' una lettera molto dura quella scritta dal presidente e dal vicepresidente della scuola materna  Don Ochner di Pergine ai ''suoi'' genitori.

 

Una lettera che, di fatto, invita mamme e papà a riflettere se davvero vogliono mandare a scuola i loro bambini a queste condizioni e mette a nudo una realtà che in questi giorni, nei monologhi promozionali del presidente Fugatti fatti durante le conferenze (senza)stampa pubbliche, non è mai emersa: quella che anche gli asili nido e le scuole materne hanno una funzione pedagogica importantissima che segnerà lo sviluppo dei bambini che li frequentano, negli anni a venire, e che non sono dei semplici ''parcheggi per più piccoli'' per far andare a lavorare i genitori. La considerazione mostrata dalla Giunta verso questo mondo, però, è stata davvero di bassissimo livello: utilizzati per l'ennesimo spot da sacrificare sull'altare elettorale hanno scoperto dalla diretta Facebook del presidente del 26 maggio che avrebbero dovuto riaprire l'8 giugno (con possibilità di proroga fino al 18) e le linee guida che fino a ieri erano un mistero (QUI IL FOCUS).

 

Il tutto per poco più di 5 settimane di apertura (si chiuderà, infatti, al massimo il 31 luglio): una cosa assurda dopo tre mesi di chiusura se si pensa a quanto sono importanti, solo per fare un esempio facilissimo da capire, le tempistiche di inserimento dei bambini in queste strutture e se si pensa che sono state create forme di sostegno alle famiglie apposite con grandi investimenti di denaro pubblico: il decreto Cura Italia, infatti, a metà marzo ha introdotto il bonus da 600 euro utilizzabile per pagare la baby sitter, come alternativa al congedo parentale straordinario di 15 giorni fruibile durante il periodo di chiusura di scuole e asili per l’emergenza coronavirus; il decreto rilancio, di metà maggio, ha raddoppiato il valore a 1.200 euro; la stessa Pat ha investito 4,5 milioni di euro sulla stessa iniziativa. 

 

Eppure per Fugatti e la sua Giunta invece che puntare su queste forme di sostegno che già esistono e rimangono anche con la riapertura per sole 5 settimane dei servizi all'infanzia, era necessario aprire asili nido e materne.

 

Come? Lo scriveva la stessa scuola di Pergine ai suoi genitori sbagliando qualche dettaglio  (per esempio i bambini non saranno 8 ma 10) ma dimostrando con queste parole, scritte l'1 giugno, quindi non settimane fa, il caos che regna da giorni:

 

- gli accompagnatori del bambino non possono entrare nella scuola

- ogni bambino ha a disposizione 4 metri quadri nelle sezioni

- le insegnanti  non potranno avere contatto fisico o interazioni col bambino

- non potrà esserci un uso promiscuo dei giochi

- niente attività normalmente previste come il canto o l'apprendimento attraverso il movimento

- la possibilità che le insegnanti non siano le stesse lasciate a febbraio, il bambino potrebbe rimanere con insegnanti a lui sconosciute

- obbligo per le insegnanti di indossare mascherine, visiere, camici o cuffie protettive

- il pasto potrebbe non essere preparato a scuola

- l'impossibilità di accogliere più di 8 bambini per sezione

 

La presidente (e il vice), alla luce di tutto ciò invita quindi le famiglie a fare ''una giusta riflessione sulla base di quanto espostovi per valutare, se possibile con i vincoli dati, di richiedere o meno di far rientrare il vostro bambino o la vostra bambina alla scuola materna, considerando in particolare la sua risposta emotiva e le conseguenze sulla sua crescita personale e relazionale''.

 

 

 

 

Una lettera simile inviata dal direttore dell'Azienda Speciale Servizi Infanzia e Famiglia Chimelli datata 2 giugno era già un po' più vicina alle linee guida poi approvate dalla Pat (QUI PER APPROFONDIRE) ma comunque ribadiva che ''ad oggi non abbiamo ancora le linee di indirizzo sanitarie e pedagogiche ufficiali''. Queste, come detto, sono arrivate ieri ma non si discostano di molto da quanto previsto se non, grazie all'impegno dei sindacati, il fatto che per 10 bambini per il 60% dell'orario ci saranno in compresenza due insegnanti (la Pat si sarebbe accontentata di 1 ogni 5 ore). ''Stiamo comunque lavorando per garantire una scuola di qualità - conclude la direttrice - e con un'offerta educativa adeguata, compatibilmente con le restrizioni che ci sono imposte''. 

 

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