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Coronavirus, nidi e materne: ecco quali bimbi avranno la priorità e le linee guida per accedere ai servizi

La raccolta delle domande delle famiglie interessate al rientro è aperta fino a venerdì 5 giugno. La modalità di invio e le informazioni di dettaglio sono disponibili sul portale della scuola trentina. Approvate in data odierna le linee guida. Tra le novità l'avvio di una collaborazione con Fbk per la sperimentazione di soluzioni tecnologiche per rilevare il distanziamento, tracciare i movimenti e le interazioni

Di Luca Andreazza - 03 giugno 2020 - 17:24

TRENTO. La riapertura dei nidi e delle scuole d'infanzia è fissata per l'8 giugno, oggi sono state diramate le linee guida e ora arrivano anche i criteri per la frequenza. Precedenza ai piccoli per i quali è stato attivato un progetto educativo individualizzato e genitori entrambi lavoratori nel settore privato. Sono 5 i punti che definiscono come poter accedere ai servizi.

 

Non solo, alle operatrici è indirizzato anche uno screening dedicato, con tamponi che saranno effettuati nella modalità drive trough a partire dai prossimi giorni. Verrà data priorità a chi ha più di 55 anni. Le modalità operative sono state discusse nell'ambito della task force coronavirus alla quale hanno partecipato il presidente Fugatti e gli assessori Bisesti e Segnana. Nelle prossime ore sarà cura del Dipartimento all’istruzione inviare ai responsabili delle strutture interessate una comunicazione con i dettagli della procedura.

 

L'ordinanza del presidente Maurizio Fugatti stabilisce il prolungamento del calendario scolastico riferito alle scuole dell’infanzia, provinciali e equiparate, posticipando la chiusura al 31 luglio 2020. "Ripartiamo, in sicurezza, con un servizio molto importante per la comunità, non solo per i bambini, ma anche per le esigenze di conciliazione delle famiglie", commenta l'assessore Mirko Bisesti.

 

La Giunta ha approvato le "Linee di indirizzo per la tutela della salute e sicurezza, connesse all’emergenza da Covid-19, nelle scuole dell’infanzia" predisposte in collaborazione con l’Apss e validate dal Comitato provinciale di Coordinamento in materia di Salute e Sicurezza (Qui articolo).

 

La Pat intende favorire la ripresa della socialità e delle attività socio-educative fondamentali per i minori che in questa pandemia hanno particolarmente sofferto il distanziamento sociale e il lockdown imposto per fronteggiare la diffusione del coronavirus. E tra le novità anche l'avvio di una collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler per la sperimentazione di soluzioni tecnologiche con le quali rilevare il distanziamento fisico dei bambini e degli adolescenti, tracciandone i movimenti e le interazioni.

 

"La sospensione non solo della scuola, ma anche di tutte le attività educative, sociali, sportive e di gruppo ha fortemente colpito i nostri bambini e i nostri ragazzi - dice l'assessora Stefania Segnana -. La pandemia non ha toccato solamente i nostri affetti, la salute, l'economia, ma il cuore stesso delle famiglie. Per un lungo periodo i minori non hanno potuto svolgere esperienze fuori del contesto domestico e familiare, si sono visti limitare attività naturali e normali, legate al loro benessere, come l'incontro sociale tra pari, il gioco, l'educazione. Per questo è necessario favorire, seppure in modo graduale e secondo regole precise, la ripresa della loro socialità, accanto all'urgenza di dare un supporto alle famiglie e ai genitori. Specifica attenzione poi, abbiamo rivolto ai bambini e ragazzi con disabilità, per i quali le misure restrittive hanno comportato particolari difficoltà".

 

La raccolta delle domande delle famiglie interessate al rientro è aperta fino a venerdì 5 giugno. La modalità di invio e le informazioni di dettaglio sono disponibili sul portale della scuola trentina (Qui info). L'ammissione alla frequenza avverrà in base ai posti che si renderanno disponibili per ogni scuola, applicando i nuovi parametri spazio/bambino e insegnante/bambino legati ai protocolli di salute e sicurezza adottati per la ripresa.

 

Le misure per il contenimento della diffusione di Covid-19 sul territorio provinciale evidenziano, da giorni, un trend costante, la situazione migliore e i dati iniziano a essere rassicuranti per quanto riguarda la salute pubblica. Questa la ragione che ha portato il presidente della Provincia ha emesso un’ordinanza che autorizza la riapertura dei servizi socio educativi pubblici e privati per la prima infanzia e delle scuole dell’infanzia, provinciali equiparate.

 

Il provvedimento stabilisce inoltre i criteri che regolamentano la ripresa del servizio che, in ottemperanza alle linee di indirizzo per la tutela della salute e della sicurezza, consentirà la frequenza a un numero ridotto di bambini. Vengono pertanto contestualmente stabiliti anche  i criteri di precedenza per l’ammissione al servizio.

 

Questo l’ordine delle precedenze

1. Bambini per i quali è stato attivato un Progetto educativo individualizzato (precedenza attivata d’ufficio, in base ai dati in possesso del Circolo di coordinamento, per le scuole dell’infanzia provinciali,  e dell’Ente gestore, per le scuole dell’infanzia equiparate);

2. Genitori entrambi lavoratori nel settore privato o unica figura di genitore presente nella famiglia lavoratore nel privato;

3. Almeno un genitore lavoratore del settore sanitario pubblico e delle RSA  appartenente alle seguenti categorie: medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di

radiologia medica e operatori socio-sanitari; 

4. Almeno un genitore lavoratore dei comparti pubblica sicurezza, difesa e soccorso;  

5. Almeno un genitore impegnato al lavoro nei mesi estivi nei settori educazione e istruzione.

 

Per famiglie non rientranti nelle categorie precedenti, costituisce ordine decrescente di priorità la numerosità di figli componenti il nucleo familiare nella fascia 0/14 anni. Nel caso di parità di situazioni ha rilevanza la maggiore anzianità anagrafica del bambino iscritto alla scuola dell’infanzia.

 

Raccolte le domande di interesse delle famiglie alla ripresa della frequenza pervenute nei termini, le scuole dell’infanzia provinciali, in collegamento con il Circolo di coordinamento di riferimento e le scuole dell’infanzia equiparate in collegamento con il proprio Ente gestore, disporranno dei dati delle adesioni per definire l’organizzazione legata alla ripartenza delle attività. A partire dall'8 giugno ci può essere la ripresa delle attività scolastiche che avverrà appena possibile, con informazione alle famiglie dei bambini ammessi alla frequenza, e comunque entro il termine massimo del decimo giorno successivo, il 18 giugno.

 

Le linee guida hanno l'obiettivo di costituire un orientamento generale unitario per  rispondere all’esigenza di rendere sicure e non  frammentate le esperienze che si svilupperanno; sono un preciso riferimento anche per le progettualità innovative, che potranno esprimersi sul territorio, come elemento di valore delle risorse che ogni territorio potrà mettere in gioco per lo sviluppo delle diverse iniziative.

"I prossimi mesi - dice la Provincia - potranno essere un laboratorio che aiuterà tutti a capire come ripartire in autunno, in una condizione in cui gli elementi di garanzia sanitaria dovranno necessariamente integrarsi con una organizzazione delle strutture e dei progetti diversa da quella che ha caratterizzato la fase precedente l’emergenza sanitaria".

 

A chi si rivolgono
L’accesso alle attività estive, che saranno solo diurne, è per tutti i bambini e ragazzi nella fascia 3 mesi -17 anni, previa iscrizione. In caso di sovrannumero i ragazzi verranno accolti nel rispetto dei criteri di priorità che prevedono il sostegno ai bisogni delle famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione fra cura e lavoro (per esempio situazioni con entrambi i genitori lavoratori, nuclei familiari monoparentali, incompatibilità del lavoro dei genitori con lo smart-working, condizioni di fragilità, ecc.). Le attività comprendono i servizi pubblici, quelli erogati dal terzo settore, nonché i servizi accreditati all’uso dei Buoni di servizio europei, conciliativi o di altra natura, quali per esempio associazioni di volontariato.

 

Formazione del Personale
Tutto il personale, selezionato secondo la normativa di riferimento delle diverse tipologie di servizio, così come i volontari sarà formato adeguatamente sui temi della prevenzione da Covid-19 per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, delle misure di igiene e prevenzione  nonché sull’adeguata applicazione delle Linee guida, e sulle informazioni da dare ai genitori che afferiscono al servizio. La formazione verrà predisposta dall’Agenzia della famiglia, in collaborazione con il Dipartimento salute e il Dipartimento di prevenzione dell’Apss, sarà on line e si terrà prima dell'avvio dell'attività.

 

Progetto Organizzativo
L’ente gestore presenta al Comune sul cui territorio è previsto lo svolgimento del servizio estivo  segnalazione di inizio attività, con un progetto organizzativo accompagnato da  dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la sua conformità alle Linee guida. Il servizio estivo può essere attivato dall’ente gestore dalla data della presentazione della segnalazione al Comune. Il Comune accerta l'esistenza dei requisiti e dei presupposti stabiliti dalle Linee guida. Il progetto  organizzativo ,nel rispetto della corrispondenza ai requisiti di sicurezza, igiene e rapporti numerici riguarda i tempi e le modalità di apertura, descrizione degli ambienti e degli spazi, le informazioni relative al numero dei bambini/operatori presenti, le modalità previste nel caso di accoglienza di bambini ed adolescenti con disabilità, le modalità di rispetto di tutte le prescrizioni igieniche e di protezione, le previste modalità di verifica quotidiana delle condizioni di salute delle persone che accedono all’area/attività e le modalità formazione del personale e le modalità di informazione ai genitori, ai bambini e ai ragazzi.
L’ente gestore deve garantire che il servizio è organizzato e le attività sono svolte nel rispetto della disciplina della privacy.

 

Criteri organizzativi
Per garantire il distanziamento fisico, le attività sono organizzate:

In piccoli gruppi,naturalmente nel rispetto del rapporto numerico adulto minore previsto per le diverse fasce (1 operatore ogni 4 bambini per la fascia di età 3 mesi-3 anni; 6 bambini con 1 operatore per la fascia di età 3-6 anni; 7 ragazzi con 1 operatore per la fascia di età 6/11 anni e 10 ragazzi con un operatore per la fascia 11/ 14-17 anni). Il rapporto numerico, nel caso di bambini e ragazzi con disabilità, deve essere potenziato integrando la dotazione di operatori nel gruppo dove viene accolto il bambino/ragazzo, favorendo il rapporto numerico a 1 operatore per 1 bambino o adolescente, al massimo 1 operatore per 2 bambini ove la certificazione medica lo consenta.

Con costanza di presenza: il gruppo deve prevedere sempre gli stessi componenti, sono da evitare attività che prevedono la mescolanza dei gruppi di bambini/ragazzi.

In spazi dedicati e ad uso esclusivo, mantenuti stabili per ogni gruppo, privilegiando le attività in spazi aperti all’esterno.

 

Nei locali interni si dovrà prevedere un rapporto minimo fra numero dei bambini e metri quadrati a disposizione, pari a 1 bambino ogni 4 metri quadrati, una distanza di sicurezza di almeno 2 metri, qualora i metri quadrati a disposizione o il rapporto numerico adulto/minore, permettano la presenza di più di un gruppo.

 

Pratiche di igiene
Tutti dovranno lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone, in modo appropriato e non frettoloso  Il personale inviterà i bambini a lavarsi la mani in particolare: all’ingresso e in uscita dall’attività/struttura, prima e dopo i pasti e dopo ogni utilizzo dei servizi igienici, nei cambi di attività e di luoghi, quando le mani sono visibilmente sporche. 

Il gel idroalcolico deve essere disponibile in tutti i locali e in ingresso e uscita dalle strutture. Ogni operatore deve sempre avere con sé un flacone per uso personale.

 

Distanziamento interpersonale
Tutti dovranno mantenere il distanziamento di almeno un metro dalle altre persone, privilegiando giochi e attività all’aria aperta e che non richiedono prossimità fisica.

 

Pulizia e disinfezione
Le superfici comuni (arredi e attrezzature) durante la giornata vanno pulite frequentemente, con particolare attenzione a tutte le parti a contatto con le mani. A fine giornata o al bisogno vengono pulite con prodotti a base di alcool etilico almeno al 70%, oppure ipoclorito di sodio allo 0,1%. 

Le aree gioco per bambini, anche pubbliche  vanno pulite e disinfettate all’inizio e alla fine dell’attività di ciascun gruppo con prodotti a base di alcool etilico almeno al 70%.

I giochi e materiali a disposizione dei bambini/ragazzi devono essere lavabili e disinfettabili. Devono essere puliti frequentemente e comunque a fine giornata, e ad uso di un singolo gruppo di bambini. Se usati da più gruppi è necessaria la disinfezione prima dello scambio.

 

Ricambio dell'aria
Tutti i locali chiusi vanno arieggiati frequentemente e va evitato il ricircolo d’aria negli impianti di climatizzazione dell’aria.

 

Uso dei dispositivi
La protezione di naso e bocca va curata con attenzione attraverso un utilizzo corretto delle mascherine, sulla base delle raccomandazioni pediatriche e delle disposizione vigenti. Per accedere alle attività/struttura, tutti gli operatori e tutti i bambini di età superiore ai  6 anni sono tenuti ad indossare le mascherine in modo appropriato, sostituendole nel caso si deteriorino. Le mascherine per i bambini devono essere fornite dalla famiglia ed avere misure adeguate, secondo le diverse fasce d’età. L’ente gestore è tenuto a dotarsi di mascherine di riserva sia per adulti che bambini.

Per gli operatori che accudiscono bambini di età inferiore ai 6 anni non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico, potrà essere previsto l’uso di ulteriori dispositivi (es: guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose) oltre alla consueta mascherina chirurgica e al rinforzo delle misure di igiene.

 

Consumo dei pasti
Si prevede il consumo dei pasti/spuntini nel rispetto delle norme in termini di distanziamento ed evitando contatti tra gruppi diversi, mantenendo sempre il distanziamento interpersonale di almeno un metro. È necessario individuare le modalità con cui i bambini possono spostarsi fra le diverse zone della struttura al momento del pasto, per garantire che si evitino assembramenti. Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni.

Si prevedono pasti con lunch box individuali forniti dall’ente gestore oppure portati da casa. Qualora ci si avvalga di fornitori esterni per il pasto, costoro non possono avere accesso alla struttura/spazio di attività. Per le bevande si prevede utilizzo di bottiglie individuali fornite dall’ente o di borracce personali portate da casa. 

Nel caso di strutture che prevedano l’uso della cucina cucina (compreso uso stoviglie) dovrà essere aggiornato il piano di autocontrollo haccp per il servizio di preparazione e erogazione dei pasti, nel rispetto delle indicazioni del Protocollo di sicurezza sul lavoro per attività di accoglienza e strutture ricettive.

 

Utilizzo dei servizi igienici
I servizi igienici devono essere di uso esclusivo, puliti e disinfettati almeno una volta al giorno e comunque al bisogno. Va evitata la compresenza contemporanea di bambini appartenenti a gruppi diversi e va implementata l’aerazione del locale.

 

Momenti di riposo e sonno
Il sonno dei bambini più piccoli è previsto se compatibile con le fasce orarie di apertura del servizio contenute nel progetto organizzativo. Si deve favorire l’utilizzo di tutti gli spazi possibili, in particolare dei locali di superfici maggiori o all’aperto, sempre nel rispetto del distanziamento dei gruppi di bambini e delle distanze interpersonali di almeno un metro. Va garantita la sorveglianza dei bambini e l’aerazione prevista per i locali. Il lettino o il posto dedicato per il riposo deve essere assegnato al bambino e non prevedere un uso promiscuo. L’eventuale uso di biancheria (federa per cuscino, lenzuola, coperte) è ammesso solo per uso personale e portata da casa.

 

Raccolta dei rifiuti
L’ente deve disporre di un sistema di raccolta differenziata per fazzoletti, mascherine e guanti usati, con contenitori con coperchio a pedale e sacchi monouso con chiusura a nastro. Il personale indossa i guanti prima di chiudere il sacchetto e di toglierlo dal suo contenitore, per poi smaltirlo come rifiuto indifferenziato in  doppio sacchetto.

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