Nidi d’infanzia, ''Ora possiamo accogliere praticamente tutti'', il calo dei contagi e le vaccinazioni consentono di ritornare alla situazione pre-Covid
L'attuale fase epidemiologica consente di rimodulare il servizio. L'assessora Elisabetta Bozzarelli: "Quest'anno il Comune di Trento riesce ad accogliere nei nidi pubblici quasi tutti i bambini in lista d'attesa garantendo tariffe notevolmente ridotte rispetto agli anni precedenti"

TRENTO. "Il calo dei contagi, le vaccinazioni e la collaborazione con Provincia e Apss ci hanno permesso di aumentare i posti negli asili nido comunali di 150 unità". Così Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "Ritorniamo così a livelli pre-Covid: accettiamo praticamente la totalità delle domande".
A metà maggio circa 300 bambini erano rimasti esclusi dalle graduatorie di ammissione al nido d'infanzia. A Trento, tra ottobre 2020 e aprile 2021, sono state presentate (tra tempo pieno e parziale) 998 domande per l’accesso al nido d’infanzia, per un totale di 807 bambini interessati. I posti assegnati però riuscivano a soddisfare solo il 61% delle richieste per il nuovo anno educativo. Situazione che aveva comportato diverse lamentele da parte delle famiglie (Qui articolo).
A Rovereto invece erano state accolte praticamente tutte le domande. Ma i numeri rispetto al capoluogo sono molto diversi: 998 domande a Trento tra ottobre 2020 e aprile 2021, mentre a Rovereto nell'anno scolastico 2020/2021 si parla di 336 bambini con solo il 30% delle famiglie con piccoli 0-3 anni che chiede di poter accedere a questo servizio (Qui articolo).
"Crediamo - aggiunge il primo cittadino - che i nidi, visto il loro alto valore pedagogico, debbano essere un servizio democratico e che il supporto alle famiglie sia una parte fondamentale del welfare. Con tutte le ricadute positive che ne conseguono: in termini demografici, sociali ed economici".
A Trento un nodo era legato all'emergenza Covid: prima si riusciva a soddisfare quasi il 100% delle domande, i posti disponibili erano stati ridotti per via dei protocolli adottati da Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari per contrastare la diffusione dell'epidemia. Nei mesi scorsi, l'amministrazione comunale di palazzo Thun era intervenuta nel trovare e allestire un'ulteriore struttura in zona Interporto per calmierare la situazione (Qui articolo).
Ora l'attuale fase dell'emergenza consente di ampliare la platea dei bimbi. "Al momento - dice l'assessora Elisabetta Bozzarelli - questa ridefinizione consente di ampliare le capienze per il prossimo anno educativo su tutti i nidi comunali permettendo di accogliere circa 150 bambini in più tornando di fatto a una situazione pre-pandemia. Per quanto riguarda le modalità organizzative relative alla fruizione del servizio si sta lavorando per la sua ridefinizione, sempre in accordo e grazie alla collaborazione con il Dipartimento istruzione e cultura della Provincia di Trento. La disponibilità, l’accessibilità e la convenienza di servizi educativi per l’infanzia di alta qualità, sono fondamentali per consentire a uomini e donne, con responsabilità di cura, di partecipare al mercato del lavoro".
Se si parla di asili nido formalmente si tratta di servizi di conciliazione (proprio per questo già aperti anche a luglio) gestiti direttamente o indirettamente dai Comuni.
"Le famiglie in attesa di risposta per l’assegnazione verranno contattate direttamente dal Servizio servizi all’infanzia e istruzione. Quest'anno il Comune di Trento - conclude Bozzarelli - riesce ad accogliere nei nidi pubblici quasi tutti i bambini in lista d'attesa garantendo tariffe notevolmente ridotte rispetto agli anni precedenti: per molti il nido sarà gratis con un aumento progressivo in base al reddito fino a un massimo di 140 euro (la retta media sarà di 50 euro)".













