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Scuole di infanzia, la Provincia spinge per la riapertura ma i sindacati frenano. Mazzacca (Cgil): "Nodi da sciogliere su personale e organizzazione"

Mentre la Provincia spinge per la riapertura più veloce possibile di asili nido e materne, pensando ad un servizio di supporto alle famiglie simile a quello partito in Alto Adige, dai sindacati si invita alla cautela. Mazzacca (Flc-Cgil): "Le scuole di infanzia non sono un parcheggio. Si coinvolgano gli insegnanti e si sciolgano alcuni nodi su personale e organizzazione"

Pubblicato il - 02 giugno 2020 - 10:00

TRENTO. Mentre dalla Provincia si spinge per la riapertura di asili nido e materne, fissata per il giorno 8 giugno, dai sindacati arrivano inviti alla cautela. Nella conferenza stampa di lunedì 1 giugno, infatti, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti – dimostrando di pensare a queste strutture come una sorta di “parcheggio” per i bambini – ha spiegato: “Noi crediamo sia un interesse dei genitori a far tornare a scuola i bambini perché altrimenti hanno problemi per il lavoro se non sanno dove lasciarli. Queste strutture potranno aprire dall'8 giugno ma avranno 10 giorni per farlo uniformandosi ai disciplinari di sicurezza”.

 

Ma la volontà di accodarsi ad altre realtà, su tutte l'Alto Adige, che già hanno dato avvio a servizi per i bambini più piccoli con genitori impegnati nel lavoro in ufficio, sembra trovare da parte delle sigle sindacali che tutelano i lavoratori del settore il freno a mano tirato. “Sono ancora molti i nodi da sciogliere su personale e organizzazione – esorta la segretaria della Flc-Cgil del Trentino Cinzia Mazzaccasi coinvolgano subito gli insegnanti”.

 

In una nota successiva alle parole pronunciate dal governatore trentino nella conferenza stampa sulla situazione Covid in provincia, i sindacati giudicano ancora aperta la partita sulla riapertura, indicando come unico aspetto su cui si è trovato un accordo il rapporto tra insegnanti e bambini (2 per ogni sezione, composta da una decina di piccoli). Dubbi rimangono invece sulle questioni riguardanti l'organizzazione del personale, la tutela di lavoratori e lavoratrici più deboli, il piano dell'età, della salute o per i carichi familiari importanti, le modalità pedagogiche per l'organizzazione del servizio e la proroga dei contratti a tempo determinato.

 

Diverse dunque le problematiche, riguardanti soprattutto il merito del servizio e l'organizzazione del personale che dovrebbe seguire i bambini in questo percorso finalizzato a sostenere i genitori che non possono accudirli durante la giornata per motivi di lavoro. “Nel tentativo di bruciare tutte le tappe il presidente Fugatti e l'assessore Bisesti hanno dimenticato alcuni fondamentali tasselli – ha ribadito Mazzacca – ad oggi nessuna informazione è stata data alle famiglie su che tipo di servizio sarà offerto e con quale modalità”.

 

“E ancora più grave – ha incalzato – nessuno ha coinvolto le insegnanti né le hanno informate su quando operativamente partirà il servizio nella loro scuola e con quali modalità. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, non si possono aprire le scuole dell'infanzia improvvisando. Per questo fino alla fine, anche se su alcuni punti non siamo in accordo con la giunta, siamo rimasti al tavolo in modo costruttivo”.

 

Sull'atteggiamento della Giunta, accusata di considerare le scuole come una sorta di “parcheggio” per i bambini, Mazzacca insiste: “Non si aprono le scuole per offrire un servizio di baby parking ai genitori. La scuola dell'infanzia è altro. Siamo pienamente consapevoli della fatica di molto famiglie in questa emergenza a scuole chiuse, ma siamo altrettanto convinti che le scuole vanno riaperte per il bene dei bambini, di tutti e in particolare di quelli che vivono in condizioni di maggiore difficoltà e a cui vanno date risposte adeguate. Per questa ragione non basta un'ordinanza, serve partire dalle insegnanti”.

 

L'adozione delle linee guida è slittata intanto a mercoledì mattina, quando proseguiranno le discussioni tra giunta e sindacati. Fugatti, inoltre, ha confermato che resterà disponibile anche il bonus baby sitter.

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