Coronavirus, ripartenza della pubblica amministrazione, la Uil: ''No a decisioni unilaterali della Pat, i lavoratori non sono immuni da Covid-19''
Dopo l'annuncio dell'apertura di nidi e scuole d'infanzia per l'8 giugno, ora c'è sul tavolo l'ipotesi di far ripartire gli uffici provinciali. Nel mirino del sindacato la mancata condivisione delle scelte: "Ma il presidente Fugatti quando aspettava di comunicarlo? I lavoratori si sono già visti sottrarre risorse già stanziate e nel resto d'Italia già versate"

TRENTO. "I dati sull'evoluzione della curva epidemiologica del coronavirus sono confortanti e questo fa ben sperare per un progressivo allentamento delle misure restrittive che tutti i cittadini trentini hanno rigorosamente rispettato", queste le parole di Marcella Tomasi, segretaria della Uil Fpl, che aggiunge: "I dipendenti pubblici però non sono immuni a Covid-19".
Dopo l'annuncio dell'apertura di nidi e scuole d'infanzia per l'8 giugno, ora c'è sul tavolo l'ipotesi di far ripartire gli uffici provinciali. "Ci chiediamo quando il presidente Maurizio Fugatti pensava di comunicare questa notizia. Evidentemente - aggiunge la Uil Fpl - il grande lavoro portato avanti dai lavoratori per continuare a rispondere alle esigenze dei cittadini anche a distanza non è servito a molto se il Presidente vuole i suoi dipendenti nelle sedi provinciali e addirittura anche il sabato".
Nel mirino del sindacato la mancata condivisione delle scelte. "E' l'ennesimo smacco a tutti i lavoratori e le lavoratrici che operano nella pubblica amministrazione. Si sono già visti sottrarre le risorse per il rinnovo contrattuale, un accordo firmato per soldi che nel resto d'Italia sono già stati versati. Oggi questi dipendenti si vedono ributtati negli uffici senza nemmeno avere dei dati se quanto portato avanti nel periodo di lockdown abbia funzionato".
La richiesta è quella di un confronto per poter pianificare il rientro. "I dipendenti pubblici - conclude Tomasi - non sono nemmeno citati nei criteri precedenza per il rientro dei bambini a nidi e scuole infanzia, viene agevolato soprattutto il comparto privato, e la sanità ma non sociale, quindi le Rsa non sono comprese in questo momento. Tante le tipologie di lavoratori e lavoratrici che in questo momento sembrano avere maggiori garanzie e possibilità. Se il presidente vuole vederci sotto le sue finestre con le bandiere questa è la strada giusta".














