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Coronavirus, scontro sulla riapertura dei nidi l'8 giugno. Fp Cgil: ''Scelta autoritaria e pericolosa'', Pattini: ''Tempi troppo stretti per mettere in sicurezza le strutture''

La Funzione Pubblica della Cgil contro la scelta della Giunta provinciale di agire sempre e comunque senza sentire i pareri e le preoccupazioni di chi poi dovrà materialmente erogare quei servizi.  Critiche anche dal capogruppo del Patt in Consiglio comunale Alberto Pattini: "E' impensabile che si possano eseguire determinati interventi in una settimana se non a discapito della sicurezza dei bambini e degli operatori"

Di gf - 29 maggio 2020 - 19:27

TRENTO. Dalla predisposizione di nuovi spazi che possano far rispettare le misure di distanziamento, alla formazione su temi di ordine igienico- sanitario ma accanto a questo anche l'organizzazione delle fasce orarie di attività, la creazione di gruppi stabili, le procedure di sanificazione dei giochi e tanto altro.

 

Per la sicurezza degli operatori e dei bambini sono molte le linee guida che in queste ultime ore sono state adottate per la riapertura degli asili nido il prossimo 8 giugno. Una data che già nei giorni scorsi era stata criticata da più fronti perché è troppo ravvicinata e perché andrebbe a caricare sui comuni di una forte responsabilità. In pochissimo tempo le strutture che fino ad oggi sono state chiuse in una settimana o poco più dovrebbero rimodellarsi per diventare a prova di covid 19.

 

Le critiche arrivate nei giorni scorsi non sono servite. La giunta provinciale ha tirato dritto confermando la riapertura per l'8 giugno. “Anche sui nidi nessun confronto coi sindacati, nessun ascolto di lavoratori e referenti politici sul territorio e l’ennesima decisione autoritaria e rischiosa” è la denuncia è arrivata dalla Funzione Pubblica della Cgil che critica la scelta della Giunta provinciale di agire sempre e comunque senza sentire i pareri e le preoccupazioni di chi poi dovrà materialmente erogare quei servizi.

 

Fp Cgil ribadisce le difficoltà a comprendere un percorso che lascia aperte numerose questioni, fondamentali per ripartire con un servizio essenziale per bambini e famiglie nella piena tutela della salute e sicurezza.

 

“Nei pochi giorni che restano da qui all’8 giugno – spiega il sindacato - dubitiamo fortemente che si possa realizzare un progetto condiviso per dare certezze alle famiglie e ai lavoratori su misure di sicurezza, spazi, parametri educatore-bambini, criteri di accesso”.

 

Fp Cgil punta il dito sulla mancanza anche di informazioni sul personale da impiegare, visto che si prevede una diminuzione di bimbi per singolo insegnante/educatore e dunque un aumento degli organici.

 

“È del tutto evidente che – spiega in una nota il sindacato - abbiamo a cuore la ripartenza di un servizio che deve riprendere al più presto per recuperare il percorso interrotto dei bambini e i loro bisogni educativi e relazionali, oltre che per dare sostegno a genitori che hanno ripreso le attività lavorative, ma tutto questo non deve tradursi in una gara che può comportare il rischio di trascurare aspetti altrettanto fondamentali come la sicurezza degli stessi bambini e famiglie oltre che degli operatori e che guarda al solo risultato del “parcheggio” dei bimbi in assenza di un progetto educativo valido”.

 

A prendere posizione sulla riapertura degli asili nido è anche il capogruppo del Patt in Comune a Trento, Alberto Pattini che ha seguito già nei giorni scorsi l'evolversi della situazione. “Non è possibile – ha spiegato Pattini – che da un giorno all'altro venga calata dall'alto la data dell'8 giugno per la riapertura. Le linee guida sono arrivata il 28 maggio in Comune a Trento. Condividiamo la necessità di far ripartire questi servizi anche per le tante necessità che hanno le famiglie. Allo stesso tempo però, dobbiamo anche considerare il fatto che per  mettere in pratica le linee guida arrivate dalla Pat non è così semplice e non bastano pochi giorni”.

 

É impensabile, ha spiegato il capogruppo del Patt, “che si possano eseguire determinati interventi in una settimana se non a discapito della sicurezza dei bambini e degli operatori” e nemmeno “caricare le amministrazione comunali di simili responsabilità”. “Il Comune di Trento non è un imprenditore privato e serve seguire delle procedure. Stiamo parlando della sicurezza di educatori e bambini” ha concluso Pattini.

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