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| 06 giu 2020 | 06:03

Coronavirus, caos nidi e asili. Pochissime scuole materne riapriranno l'8 giugno, la Federazione: ''Non ci sono le condizioni''

Fugatti ha annunciato in conferenza stampa che la riapertura delle scuole materne sarà l'8 di giugno. Molte critiche sono arrivate dalla Federazione delle Scuole Materne che aveva impostato un programma di riaperture iniziando con delle realtà pilota nei mesi di luglio e agosto ma tutte le discussioni fatte anche con la Pat e l'assessorato sono saltate con l'annuncio del presidente

Foto da internet

TRENTO. Tavoli di lavoro impegnati da un mese per mettere nero su bianco le migliori condizioni per far ripartire le scuole materne nella massima sicurezza, piani organizzativi, gestione del personale e tanto altro. In cinque minuti, il 26 maggio scorso, tutto questo è andato a farsi benedire. Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, in conferenza stampa ha annunciato che dall'8 giugno tutte le scuole materne sarebbero state riaperte.

 

Un annuncio che nessuno si sarebbe aspettato. Gli addetti ai lavori che per un mese avevano lavorato, sono rimasti a bocca aperta. Nessuno li aveva avvisati ma soprattutto nessuno aveva ancora visto le linee guida ufficiali della Pat per la riapertura delle strutture. Poco importa, la Provincia è andata avanti senza guardare in faccia a nessuno ed ora che mancano pochi giorni alla fatidica data dell'8 giugno, la Federazione delle Scuole Materne ha fatto capire che si potranno contare sulle dita di una mano le scuole che decideranno di riaprire.

 

I piani sui quali stavano lavorando la Federazione delle Scuole Materne e i rappresentanti della Pat erano altri. L'idea portata avanti almeno fino al 25 maggio e che vedeva un'unione di intenti importante, era quella di riaprire nel mese di luglio e di agosto alcune scuole materne, per la precisione 7 della Federazione e 8 della Pat. Scuole presenti nella zone ad alta intensità turistica e che sono aperte in quei mesi visto le molte famiglie impegnate in attività alberghiere. Sarebbero dovute essere delle “scuole pilota” dove adottare le linee guida per poi trovarsi già pronti per settembre con un sistema già provato.

 

Un simile programma avrebbe consentito una ripartenza più tranquilla, assicurando maggiore sicurezza ai bambini e alla famiglie. “Così però non è stato purtroppo – ci spiegano dalla Federazione delle Scuole Materne – e quando abbiamo sentito il 26 maggio la decisione del presidente di aprire tutte le scuole l'8 giugno abbiamo espresso le nostre criticità. Abbiamo fatto presente che non ci sono le condizioni per offrire la possibilità a tutti i bambini di accedere al servizio scolastico e questo snatura la mission istituzionale della scuola dell’infanzia trasformandola di fatto in un servizio di conciliazione per poche famiglie e per pochi bambini”.

 

Ma non solo. Da quando il presidente Fugatti ha annunciato l'apertura delle scuole materne l'8 di giugno, le linee guida sono arrivate quasi dieci giorni dopo, il 3 di giugno. Una ulteriore criticità che è stata messa nel cammino di riapertura delle scuole. Un conto, infatti, è vedere bozze un conto è avere in mano documenti ufficiali che in questo caso, tra l'altro, hanno riportato novità di cui ancora una volta i rappresentanti delle scuole non avevano sentito parlare.  “Questo ha costituito – spiegano dalla Federazione - un elemento di evidente difficoltà nella definizione di tutti gli aspetti organizzativi necessari e funzionali a una ripartenza in sicurezza con riferimento sia ai bambini e alle loro famiglie sia al personale”.

 

Basta pensare, per esempio, che se fino al 3 giugno si era parlato di avere un insegnante ogni 6-10 bambini, nel disciplinare approvato, invece, gli insegnanti sono diventati due a seconda delle fasce orarie. “Noi –sottolinea la Federazione - ci teniamo a rioffrire un servizio importante alle famiglie ma vogliamo aprire solo in condizioni di sicurezza e questo non è possibile avendo a disposizione pochi giorni”. Sono un migliaio gli insegnanti in campo per la Federazione e circa 500 ausiliari. Personale, tra l'altro, per cui la formazione per questa situazione di emergenza, sarà fatta il 10, 11 e 12 giugno.

 

C'è poi la questione utenza. I genitori avevano tempo pochi giorni per "manifestare il proprio interesse" su diversi aspetti inerenti  la ripresa per i propri figli della scuola materna. “I genitori – spiegano sempre dalla Federazione – si sono trovati a prendere una decisione senza purtroppo avere tutte le informazioni.

 

Tutta questa incertezza ha messo anche le scuole nella difficoltà di interagire in modo tempestivo e chiaro con le famiglie, con le conseguenti tensioni che si possono creare tra i diversi interlocutori” spiegano i vertici della Federazione. Un situazione sfociata purtroppo in una corsa contro il tempo.

 

“In questa prospettiva la Federazione – nelle sue componenti istituzionali e organizzativo-professionali – è impegnata nell’assicurare, come sempre, supporto, consulenza, affiancamento costanti e mirati affinché il Sistema e le scuole associate siano nelle condizioni adeguate per offrire il servizio richiesto” ma l'8 di giugno la tanto annunciata, da Fugatti, riapertura delle scuole materne si ridurrà a poche realtà. “Noi vogliamo garantire una ripartenza in sicurezza sotto ogni profilo e nei confronti di tutti: bambini, famiglie, personale, Enti gestori” ha concluso la Federazione delle scuole materne.

 

Questa la lettera  inviata al Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, all'Assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti e al Dirigente Generale di Dipartimento Roberto Ceccato

 

 

 

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