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La fuga in avanti sugli asili coglie tutti di sorpresa: “Non ci sono le linee guida, se manca la sicurezza non si apre”, Comune, famiglie e insegnanti chiedono chiarezza a Fugatti

Asili nido aperti dall’8 giugno? Il comune di Trento e i sindacati avvertono: “Apertura solo con linee guida chiare e coinvolgendo genitori e insegnanti, no alle fughe in avanti”. L'assessora: “Al momento, disponendo solo di un documento provvisorio, non ci sono le condizioni per garantire la riapertura”

Di Tiziano Grottolo - 27 maggio 2020 - 19:23

TRENTO. “La volontà della Giunta, a fronte di una costanza nella stabilizzazione dei contagi, è quella di ragionare sulla riapertura di nidi e scuole materne”, così il presidente della Pat Maurizio Fugatti ha annunciato la riapertura delle strutture prevista per l’8 giugno. Un annuncio arrivato a sorpresa durante la conferenza stampa del 26 maggio che ha preso tutti in contropiede: in primis famiglie e insegnati, ma anche sindacati e Comuni che hanno ricevuto la notizia in diretta. Strano, perché durante la stessa conferenza stampa è stato riferito che i sindacati si sarebbero detti contrari alla riapertura, tanto che Fugatti aveva replicato: “Se qualcuno non è d’accordo con la riapertura lo dirà apertamente e lo spiegherà al trentino che deve lavorare e deve ripartire”. Ma è vero che i sindacati sono contrari alla riapertura?

 

Il comunicato firmato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Fpl Uil e Satos non sembrerebbe lasciare spazio ad interpretazioni: “Nessuna posizione pregiudiziale sull’ipotesi di riaprire le scuole, almeno i nidi e le scuole dell’infanzia, abbiamo sempre sostenuto che sia utile sperimentare nelle prossime settimane un progetto pilota in modo da arrivare pronti alla ripartenza”. Casomai il problema è un altro: mancano ancora protocolli condivisi su salute e sicurezza, circostanza peraltro ammessa dallo stesso Fugatti che ha ricordato come tali protocolli siano ancora in fase di definizione, aggiungendo: “Dobbiamo fare un’ordinanza perché a livello nazionale non c’è una direttiva che ti permette di aprire con questa data ma questo è il percorso che vogliamo fare”.

 

 

 

 

Insomma, le incognite non mancano: “Serve chiarezza, trasparenza e condivisione evitando ogni improvvisazione per riattivare i servizi all’infanzia in sicurezza”, sottolineano i sindacati. Ingredienti che troppo spesso non fanno parte delle ricette di questa Giunta che invece preferisce condire il tutto con abbondanti dosi di improvvisazione. Se da un lato mancano ancora protocolli e linee guida concertate con i sindacati, dall’altro non è ancora chiaro cosa accadrà se i dati sul contagio dovessero peggiorare, ma neppure che tipo di servizio si vuole offrire alle famiglie, né quali saranno le capienze, gli orari, gli aspetti contrattuali, il personale esonerato dal servizio per motivi di età o salute, le modalità di iscrizione e la composizione delle graduatorie visto che i posti saranno molto ridotti.

 

 

 

 

L’incertezza è tale che persino il comune di Trento, tramite una nota firmata dall’assessora Chiara Maule, è dovuto intervenire: “Riteniamo che al momento, disponendo solo di un documento provvisorio di linee guida sanitarie, non vi siano le condizioni per garantire la riapertura nell'arco di pochi giorni. Solo una volta che le linee guida per la riapertura dei servizi 0-3 saranno definitive – prosegue la nota – sarà possibile verificare tempi e modi della ripartenza in condizioni di sicurezza per bambini, genitori e personale preservandone la qualità educativa”.

 

A quanto pare, non solo i sindacati, ma pure il Comune di Trento era stato tenuto all’oscuro dei progetti della Giunta, anche se a questo punto viene da chiedersi se il piano esista davvero o se si tratti dell’ennesima fuga in avanti utile soltanto a creare un po’ di clamore mediatico: “Siamo pronti a discutere con la Giunta le modalità migliori per la riattivazione dei servizi – concludono Flc Cgil, Cisl Scuola, Fpl Uil e Satos​ – che sicuramente non potranno definirsi educativi, viste le limitazioni imposte dai protocolli di sicurezza per evitare il contagio da coronavirus. Proprio per i tanti limiti che verranno messi alla relazione con i bambini serve che insegnanti, educatori e tutto il personale in servizio sia pienamente coinvolto nel processo di riorganizzazione del servizio perché questo non venga totalmente snaturato e possa svolgersi in piena sicurezza”.

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