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Coronavirus, Fugatti: ''Riapriamo asili e materne l'8 giugno e vorremmo restassero aperti fino al 31 luglio''. Per i sanitari bonus di 15 milioni di euro

Il presidente ha spiegato perché ritiene congruo il premio per chi si è battuto in prima linea nonostante 13 milioni arrivino dallo Stato e 20 siano stati tagliati anche al personale sanitario. ''Se si sono fatte 300 ore in prima linea un infermiere può ottenere 1.500 euro netti in busta paga. Se questo è umiliante, come hanno detto i sindacati, io non lo so. Non credo''

Pubblicato il - 26 maggio 2020 - 18:16

TRENTO. Obiettivo riaprire asili nido e scuole materne a partire dall'8 giugno. Questo l'impegno preso dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti durante la conferenza (senza stampa) pubblica sugli aggiornamenti legati al diffondersi del contagio da coronavirus sul territorio. Con dati tornati a crescere (con 3 morti e 12 contagi su 703 tamponi) il governatore del Trentino ha ricordato come la Giunta sia riuscita a stanziare il bonus per i sanitari che si sono spesi per salvare vite e combattere il Covid-19.

 

Una somma totale di 15 milioni di euro divisi in due trance una da 10 milioni per chi si è trovato in prima linea in quella che è stata definita una vera e propria battaglia e una da 5 per chi si è battuto nell'emergenza ma senza entrare a diretto contatto con il virus. Un totale ritenuto ''umiliante'' dai sindacati e dalle parti sociali se si pensa che 13 milioni sono arrivati dallo Stato apposta per questo e che per fare cassa la Provincia ha tagliato 20 milioni di euro proprio ai dipendenti pubblici, quindi anche ai sanitari (oltre che al mondo della scuola e della pubblica amministrazione) quindi si può dire che quel bonus, in realtà, sia un semplice giro di conto tra risorse nazionali e risorse che già spettavano agli stessi sanitari. 

 

Fugatti e la Giunta leghista, però, si dicono soddisfatti: ''Avevamo detto che saremmo intervenuti quando tutte le formalità si sarebbero potute compiere - ha spiegato il presidente - e allora ecco l'intervento da 15 milioni di euro. Si parla di 2.742 dipendenti che hanno fatto 500.000 ore di lavoro tra il 15 di marzo e il 30 aprile. Per fare un esempio 637 dipendenti (di questi 2742) hanno fatto da 151 a 200 ore in prima linea. Noi abbiamo predisposto un premio per tutti loro con la delibera di oggi. Per esempio a un infermiere andrà un bonus netto di 750 euro ma se avrà fatto più di 200 ore questo sarà di 1000 euro e se ne ha fatte 300 di 1.500 euro''. E a questi si aggiungono ''circa 2.000 dipendenti impiegati nelle Rsa'' ha spiegato Segnana senza riuscire a definire un numero preciso.

 

I sindacati hanno stimato che si parla di circa 5 euro lordi l'ora ma a precisa domanda Fugatti ha risposto: ''I sindacati dicono che è una cifra umiliante. Io credo che per un infermiere che si ritrova in busta paga 1.500 euro netti in più, se ha fatto 300 ore, che, lo sappiamo, sono tante, non sia così umiliante. I sindacati, poi, dicano quello che vogliono. Ognuno fa il suo lavoro''.

 

Sul fronte scuola Fugatti ha spiegato che si sta facendo un ''grande lavoro per i comparti 0-3 anni e 3-6 anni'' ragionando di riaprire i nidi e le scuole materne. ''La volontà - ha detto - è quella di riaprire il prima possibile, in sicurezza con protocollo apposito sia per le educatrici che per i bambini: dall'8 di giugno vogliamo mettere in condizione le famiglie di poter decidere se mandare o meno i propri figli in nidi e asili. Stiamo lavorando anche per prevedere l'apertura delle materne fino al 31 luglio. Vorremmo restassero aperte fino a fine luglio sia per materne che per nidi. Per fare questo dobbiamo fare un'ordinanza perché a livello nazionale non c'è questa possibilità''. 

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