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Coronavirus, capienza dei mezzi pubblici, la Cgil: ''La Provincia risponda alle domande e non scarichi sui lavoratori la responsabilità del rispetto delle norme''

Nei giorni scorsi è stato dato semaforo verde alla capacità di carico dei mezzi di trasporto locale all'80% in questa fase dell'emergenza Covid-19. Stefano Montani e Alberto Sicari: "Se il distanziamento fosse impossibile da rispettare, si scaricherebbe la responsabilità di far rispettare le norme, quindi di sopprimere il treno con le conseguenza che a scuola e al lavoro, nel migliore dei casi, si arriverà in ritardo"

Di L.A. - 02 settembre 2020 - 20:23

TRENTO. "E' necessario capire quale programmazione si sono date Trenitalia e la Provincia per garantire il trasporto dei pendolari nelle fasce di punta". Così Stefano Montani, segretario della Filt Cgil, e Alberto Sicari, referente del settore, che aggiunge: "Non si può scaricare sui lavoratori la responsabilità del controllo della corretta applicazione delle norme per fronteggiare la diffusione del coronavirus".

 

Nei giorni scorsi è stato dato semaforo verde alla capacità di carico dei mezzi di trasporto locale all'80% in questa fase dell'emergenza Covid-19 per favorire la ripresa ordinata dell'attività scolastica, economica e culturale in Italia. Si può arrivare anche al 100% della capienza se il tragitto richiede meno di 15 minuti. Una decisione arrivata dopo un lungo confronto tra Governo e Regioni (Qui articolo).

 

Quella del trasporto pubblico è stato un tema caldo, tanto che il presidente Fugatti aveva ipotizzato l'impossibilità di aprire gli istituti trentini se fosse rimasta l'indicazione della capienza al 50% (Qui articolo). Il governo e le Regioni hanno trovato un'intesa, pur nel rispetto naturalmente precisi protocolli atti a ridurre al massimo possibile le situazioni di esposizione al contagio. Un provvedimento che si estende anche ai treni.

 

"La scuola inizia tra pochi giorni e sarebbe opportuno che l'amministrazione provinciale rispondesse alle domande. Se torniamo al mese di febbraio, in tempi pre-Covid, tutti i treni regionali nelle fasce orarie 7– 8 e 13–14 da Ala a Trento, da Trento a Bolzano e da Borgo a Trento e viceversa erano sovraffollati. Studenti e pendolari hanno viaggiato molto vicini. Questa era la situazione quando era possibile riempire i treni al 100% - aggiungono Montani e Sicari - ora che il numero dei trasportati è fermo all’80%, cosa succederà? Esiste il materiale rotabile per “allungare” i treni aggiungendo più carrozze?".

 

Difficile la possibilità di ricorrere agli autobus aggiuntivi. "Corse supplementari su gomma nelle ore critiche è impensabile - prosegue la Filt Cgil - perché, senza il supporto dei privati, i mezzi non ci sono nemmeno per le tratte normali. I posti a sedere sui treni verranno tutti occupati: chi controllerà se il distanziamento in piedi garantisce un coefficiente di carico non superiore all’80%? Non certo il capotreno che è già occupato dalla verifica dei titoli di viaggio".

 

Il sindacato chiedere risposte certe per quanto riguarda l'organizzazione del trasporto. "Fermo restando la responsabilità individuale delle persone del servizio pubblico rispetto al distanziamento, se questo parametro fosse impossibile da rispettare, si scaricherebbe ancora una volta sui lavoratori, in questo caso il capotreno, la responsabilità di far rispettare le norme, quindi di sopprimere il treno con le conseguenza che a scuola e al lavoro, nel migliore dei casi, si arriverà in ritardo", concludono Montani e Sicari.

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