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Coronavirus, Trentino in zona rossa? Fugatti "alla Marzullo": "Guardatevi i dati e datevi una risposta"

Nella consueta conferenza stampa sulla situazione Covid in Trentino, il presidente della Provincia è parso piuttosto critico verso le indecisioni del governo. "Decideranno stasera sulle colorazioni e venerdì sulle classificazioni. Mancano di programmazione". Ma da parte sua non dimostra certo grande chiarezza di idee

Di Davide Leveghi - 04 gennaio 2021 - 19:14

TRENTO. Non è certo mancato il tono polemico nell'intervento di Maurizio Fugatti durante il consueto punto stampa sulla situazione Coronavirus in Trentino. Le scarse sicurezze offerte dal governo rispetto al regime in vigore da giovedì 7 gennaio sono infatti motivo di fastidio per il presidente della Provincia di Trento, che attende le decisione di Roma previste per la serata di lunedì 4 gennaio.

 

La decorrenza del “decreto di Natale” ha le ore contate e a Roma fervono i preparativi. Le regioni e le province autonome si preparano, come avvenuto ad esempio sul fronte della scuola. La Pat, da questo punto di vista, ha deciso di riaprire al 50% in presenza le scuole superiori, mentre Veneto e Friuli-Venezia Giulia, a fronte di una situazione epidemiologica ancora molto critica, hanno preferito pubblicare un'ordinanza che procrastina il rientro a febbraio. “Da parte del governo non c'è ancora stata una comunicazione ufficiale né una posizione chiara – ha detto Fugatti – ma se l'intenzione era quella di riaprire al 50% in presenza per le superiori, rispetto alla priorità che abbiamo sempre dato al comparto e al parere della nostra struttura scientifica, noi abbiamo comunicato che riapriremo”.

 

A tenere banco nell'intervento del governatore leghista, però, oltre alla scuola c'è stato il tema delle “colorazioni” in vigore da giovedì. “Ieri abbiamo avuto l'incontro con Boccia e Speranza per le regole in vigore dal 7 gennaio. Il governo ha detto che si riunirà nuovamente stasera e che sta valutando di rivedere l'Rt e i parametri. Finora il rischio di passare a zona rossa c'era nel momento in cui si aveva un indice Rt pari o superiore a 1.5, mentre eri arancione se era pari o superiore a 1.25”.

 

Il Trentino, eccetto che in questo periodo, è sempre stato giallo (QUI il blog dell'ex rettore Davide Bassi sul tema, ndA). Ma il governo ora vuole rivedere questo parametro al ribasso – continua – si diventa rossi quando si ha un indice pari o superiore a 1.25 e arancioni quando è pari o superiore a 1. Come sappiamo, è il venerdì che si decide la classificazione delle regioni. Quindi noi capiremo venerdì che colore siamo. Nel frattempo fra giovedì 7 e domenica 10 cosa accadrà? Francamente non lo sappiamo”.

 

Di fronte alle indecisioni del governo, Fugatti si dimostra critico. “Si dice che il 7 e l'8 siano gialli e poi tutta Italia rossa o arancione nel weekend, prima di passare alla classificazione da lunedì 11. Questo ci dispiace per le categorie commerciali, che protestano per la poca programmazione. E noi diciamo che hanno ragione”.

 

Alla confusione e alla scarsa programmazione del governo (difficilmente controvertibili), però, il presidente della Pat non brilla certo per polso o per chiarezza di idee. “Zona bianca? - ha risposto sulla possibilità di istituire un'altra zona in cui è possibile riaprire anche palestre, musei, teatri e cinema – su questa non sono in grado di esprimermi”.

 

E anche sulla prossima colorazione del Trentino, aleggia una certa incertezza. “Cosa ci aspettiamo? I dati li avremo venerdì. È vero che il livello di ospedalizzazione è tra i primi se non il primo a livello nazionale, però nella settimana scorsa il nostro Rt era tra i più bassi, secondo solo all'Abruzzo. Riteniamo che Rt di venerdì non sarà pesantissimo. Il livello del contagio è pesante ma stabile, un po' in calo anche”.

 

Alla domanda di chi teme che il Trentino diventi zona arancione o rossa, Fugatti dà una risposta “alla Marzullo” (quello di “fatevi una domanda e datevi una risposta”). “Chi chiede questo si guardi i dati della settimana scorsa dell'Iss e ritengo si possa rispondere da solo”.

 

“Cerchiamo di capire che parametri utilizzerà il governo – ha concluso – da autonomista dico che è strano che il governo ci dica che cosa fare. I trentini non sono abituati. Ma gli spazi di autonomia, in questa situazione, sono quello che sono”. Di fronte alla diverse colorazioni stabilite dal governo con il "decreto di Natale", la provincia di Bolzano, che con noi condivide la coabitazione nella Regione e l'autonomia speciale, ha tuttavia utilizzato le sue competenze, stabilendo regole uniformi per tutti i giorni. 

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