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| 03 mar 2021 | 10:32

Coronavirus, per il Dpcm scuole chiuse a Trento e Bolzano ma Fugatti e Kompatscher frenano. La Pat: “Valuteremo ma vogliamo tenere aperto”

Secondo un’analisi pubblicata da YouTrend sia Trento che Bolzano rientrano fra i territori dove l’incidenza settimanale supera i 250 casi ogni 100.000 abitanti e pertanto le scuole potrebbero essere chiuse. Fugatti: “Il testo del Dpcm lo leggeremo e valuteremo con attenzione ma se la decisione sarà in mano nostra l’orientamento è quello di tenere aperte le scuole”

Coronavirus, per il Dpcm scuole chiuse a Trento e Bolzano ma Fugatti e Kompatscher frenano
di Tiziano Grottolo

TRENTO. L’annuncio è arrivato assieme al nuovo Dcpm: in zona rossa le scuole saranno chiuse ma se il tasso di incidenza settimanale supera i 250 casi ogni 100.000 abitanti si potrebbe passare alla didattica a distanza anche se ci si trova in zona gialla o arancione. Lorenzo Ruffino, studente di economia all’università di Torino ha elaborato per YouTrend una “mappa” delle Province dove le scuole dovrebbero chiudere, perché l’incidenza supera le soglie fissate dal provvedimento governativo.

 

Non è ancora stato precisato se le chiusure avverranno su base provinciale o regionale, e nemmeno a chi spetterà l’ultima parola, ma per Trentino e Alto Adige fa poca differenza. Attualmente, stando ai dati della protezione civile, entrambe le Province autonome superano le soglie critiche per quanto riguarda l’incidenza e pertanto potrebbero chiudere le scuole passando alla Dad. In totale sono 24 le Provincie dove il tasso di incidenza settimanale supera i 250 casi ogni 100.000 abitanti, mentre un’altra ventina sarebbero a rischio.

 

Il testo del Dpcm lo leggeremo e valuteremo con attenzione – fa sapere Maurizio Fugatti ma se la decisione sarà in mano nostra l’orientamento è quello di tenere aperte le scuole. Noi abbiamo sempre avuto un’attenzione particolare per l’istruzione”. Dello stesso avviso anche Arno Kompatscher che spiega: “Le misure messe in atto nelle ultime settimane in Alto Adige sono già in linea con le norme nazionali che stanno per essere adottate”. Da Bolzano comunque sottolineano che il Dpcm lascerebbe in capo ai presidenti di Regione e Provincia l’ultima parola sulla possibilità di disporre la didattica a distanza.

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