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Coronavirus in Trentino, Fugatti: ''Basta 1 contagio per l'isolamento delle classi ma restiamo aperti almeno questa settimana''. La Pat cambia la regola sulle scuole

La volontà della Provincia è quella di mantenere le scuole aperte, le superiori al 50% in presenza in deroga al Dpcm che suggerisce il passaggio in modalità didattica a distanza con un'incidenza del contagio da 250 casi ogni 100 mila abitanti. La marcia indietro, importante, è stata disposta piuttosto en passant

Di Luca Andreazza - 09 marzo 2021 - 19:07

TRENTO. Cambia la regola d'ingaggio per quanto riguarda la prevenzione all'interno degli ambienti scolastici. Una modifica del protocollo sulla ratio per disporre gli isolamenti delle classi.

 

La volontà della Provincia è quella di mantenere le scuole aperte, le superiori al 50% in presenza in deroga al Decreto del presidente del Consiglio dei ministri che suggerisce il passaggio in modalità didattica a distanza con un'incidenza del contagio da 250 casi ogni 100 mila abitanti. L'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità riporta un tasso di 387 contagi ogni 100 mila abitanti

 

La situazione in Trentino, ha spiegato Maurizio Fugatti nel corso del punto stampa, pare stabile e seppur preoccupante (i dati evidenziano che tra terapie intensive e positivi trovati ogni 100.000 abitanti il Trentino è tra i territori italiani messi peggio) non ci sono novità in vista, almeno per questa settimana. Poi dipende dalle decisioni che vengono diramate da Roma con il governo e il Comitato tecnico scientifico che valutano nuove strette. 

 

''Vogliamo dare rassicurazione organizzativa alle famiglie. Diciamo - ha commentato il presidente della Provincia - che con i dati che abbiamo oggi possiamo dire che continuerà la scuola in presenza. Avevamo detto che davanti a un'impennata dei contagi saremmo intervenuti ma oggi non c'è questa impennata e quindi possiamo dire che questa settimana la scuola continuerà in presenza come è sempre stato in questo periodo".

 

Oggi, martedì 9 marzo, sono stati registrati 35 nuovi casi di bambini e ragazzi in età scolare, le autorità ricostruiscono se questo comporta l'isolamento delle classi: 75 quelle in quarantena a ieri. Negli scorsi giorni i sindacati avevano evidenziato diverse criticità per quanto riguarda la campagna vaccinale, ma avevano anche chiesto con urgenza di modificare i protocolli. 

 

In Trentino, praticamente un unicum in Italia, la ratio era di 2 alunni contagiati nelle scuole dell'infanzia e 1 caso alle superiori per far scattare l'isolamento. La preoccupazione per la diffusione delle varianti di Covid-19 fa suonare campanelli d'allarme tra CgilCisl Uil; da qualche settimana le parti sociali premono piazza Dante per una revisione delle linee guida: "Ma non abbiamo più sentito nessuno" (Qui articolo).

 

Una nuova direttiva della Provincia e dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari passata un po' in sordina ma che va a regolare in modo profondo la gestione dell'epidemia all'interno degli istituti trentini. Nei giorni scorsi è stata ventilata la possibilità per apportare le necessarie modifiche (Qui articolo). La marcia indietro, importante, è stata disposta piuttosto en passant, senza comunicazioni ufficiali prima d'ora.

 

"L'intervento che abbiamo fatto di 1 contagio per classe e quindi segue l'isolamento è ritenuto un'azione di prevenzione. Per settimana prossima sapete che c'è forte dibattito tra governo e Cts: c'è chi dice che servirà un lockdown nazionale, c'è chi dice che si continuerà con i colori. Non sappiamo le scelte e valuteremo le decisioni'', dice Fugatti.

 

"Abbiamo ritenuto opportuno - conclude Antonio Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione - di estendere questa procedura anche a nidi, elementari e medie. Questo momento storico è caratterizzato dalle varianti, anche se sono difficili da identificare nei bambini per la carica virale bassa. Questa azione di sanità pubblica consente di prevedere la quarantena con 1 caso per evitare ulteriori contagi. Poi abbiamo scelto un uso più largo dei tamponi molecolari con la scelta di tenere le scuole aperte, un modo per aumentare l'allerta e per capire quanto succede negli istituti. Abbiamo alzato l'asticella dei controlli per salvaguardare le famiglie". 

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