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Coronavirus, incidenza alta ma scuole aperte. Fugatti: ''Valutazioni se dati peggiorano. Potremmo poi cambiare metodo per isolamento delle classi''

Le scuole continuano con il solito percorso con le superiori al 50% in presenza. Il presidente Fugatti: "Il livello del contagio è importante, compreso quello tra i giovani. I dati in generale comunque non ci lasciano indifferenti, serve ancora maggiore serietà nell'osservare quanto avviene giorno per giorno"

Di Luca Andreazza - 05 marzo 2021 - 18:48

TRENTO. Il Trentino resta in zona arancione e per il momento non sono previste ulteriori limitazioni, anche se il tasso di contagio a 385 ogni 100 mila abitanti preoccupa, così come i dati registrati nelle ultime ore e un'occupazione dei posti letto in terapia intensiva oltre la soglia critica indicata da Istituto superiore di sanità e ministero. 

 

Le scuole continuano con il solito percorso con le superiori al 50% in presenza. "Il livello del contagio è importante - dice Maurizio Fugatti, presidente della Provincia - compreso quello tra i giovani all'interno delle classi. I dati in generale comunque non ci lasciano indifferenti, serve ancora maggiore serietà nell'osservare quanto avviene giorno per giorno". 

 

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 90 nuovi casi di bambini e ragazzi in età scolare, le autorità ricostruiscono se questo comporta l'isolamento delle classi: 76 quelle in quarantena a ieri. "Ora non cambia nulla - dice il governatore - l'incidenza è alta ma in zona arancione abbiamo la possibilità di continuare così. Se però i dati dovessero peggiorare, dobbiamo eventualmente fare le valutazioni anche nell'ambito scolastico".

 

I sindacati del mondo della scuola hanno evidenziato diverse criticità per quanto riguarda la campagna vaccinale, mentre si chiede con urgenza di modificare i protocolli: ora la ratio è di 2 alunni contagiati nelle scuole dell'infanzia e 1 caso alle superiori per far scattare l'isolamento. La preoccupazione per la diffusione delle varianti di Covid-19 fa suonare campanelli d'allarme tra Cgil, Cisl e Uil; da qualche settimana le parti sociali premono piazza Dante per una revisione delle linee guida: "Ma non abbiamo più sentito nessuno" (Qui articolo).

 

La Provincia sembra, però, intenzionata a intervenire per apportare le necessarie modifiche. "Valutiamo un cambio di metodologia e ritornare ai periodi più pesanti della diffusione del coronavirus; questo per tenere maggiormente sotto controllo il contagio all'interno del mondo scolastico", conclude Fugatti.

 

Nelle scorse ore e in attesa della classificazione che poi ha confermato il Trentino in zona arancione, si è tenuto anche un vertice tra l'assessore Mirko Bisesti e i dirigenti scolastici dei vari ordini e grado, compresa la componente dell'istruzione primaria. "Il nostro impegno è massimo - il commento - per tutelare la sicurezza e la salute, ma cercheremo tutti insieme di garantire comunque l’attività in presenza per la scuola primaria come pure per gli studenti Bes, con modalità organizzative che favoriscano il più possibile la loro presenza in classe".

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