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Coronavirus in Trentino, Fugatti: ''Rt stabile e la situazione dovrebbe restare invariata: la scuola continua così. Se ci siamo sbagliati, dico che siamo in buona fede''

Si attendono le nuove classificazioni. La curva del contagio è in crescita a livello nazionale e la prospettiva è quella di diversi cambi di zona. Il Trentino dovrebbe restare in zona arancione e la Pat conferma l'intenzione di proseguire con la didattica in presenza al 50%

Di Luca Andreazza - 04 marzo 2021 - 18:14

TRENTO. "L'Rt viene dato a 1,1 e quindi stabile.  Vogliamo assumerci la responsabilità di dare alcune risposte ai cittadini e alle famiglie per potersi organizzare". Così il presidente Maurizio Fugatti, che aggiunge: "In base ai dati in nostro possesso, che non sono completi, riteniamo che la situazione possa restare invariata".

 

Si attendono le nuove classificazioni. La curva del contagio è in crescita a livello nazionale e la prospettiva è quella di diversi cambi di zona. Il Trentino dovrebbe restare in zona arancione e la Pat conferma l'intenzione di proseguire con la didattica in presenza al 50%. Il Comune di Giovo è invece stato inserito in zona rossa (Qui articolo). Confermata inoltre la presenza della variante inglese in val di Fiemme: questa la conclusione a cui si è giunti dopo l'indagine epidemiologica condotta a partire dai casi che hanno riguardato i dipendenti della cassa rurale (Qui articolo).

 

"Nella giornata di domani avremo le nuove colorazioni. A oggi non disponiamo di tutti i dati, abbiamo però quello dell'Rt a 1,1, stabile rispetto alla settimana precedente, mentre l'incidenza è alta. Non possiamo dire la classificazione che verrà fatta dal ministero, per le esperienze che abbiamo avuto in passato e per un senso di responsabilità di come pensiamo di andare, cerchiamo di interpretare le esigenze delle attività economiche ma anche delle scuole. La situazione dovrebbe restare invariata - dice il governatore - l'ufficialità però la possiamo avere solo domani e per questo lo diciamo con estrema prudenza".

 

L'ultimo Dpcm, il primo firmato dal premier Mario Draghi, dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in zona rossa, mentre è possibile anche in quella arancione con un tasso di incidenza di 250 casi ogni 100 mila abitanti. Il contagio in Trentino è superiore, ma l'intenzione della Provincia è quella di resistere e tenere gli istituti aperti per continuare al 50% in presenza per le superiori. 

 

Il Trentino e Alto Adige sono stati confermati in zona "rosso scuro" dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie proprio per l'alta incidenza del contagio (Qui articolo). Oggi sono stati comunicati 229 nuovi positivi, 2 morti. Migliora leggermente la situazione delle ospedalizzazioni, anche se il dato delle terapie intensive resta abbondantemente sopra la soglia d'allerta (Qui articolo).

 

"Il tasso è più alto di quanto indicato dal Dpcm - conclude Fugatti - ma se si resta in zona arancione, la scelta ricade sulla Provincia: riteniamo di continuare così, salvo una valutazione in caso di forte avanzamento del contagio che in questo momento non sembra esserci. Questo è il percorso che abbiamo definito fin dall'inizio, con prudenza diciamo che l'organizzazione della scuola resta quella attuale. Sarebbe più facile dire che aspettiamo domani, ma non possiamo dire quello che avviene all'ultimo momento, interpretiamo i dati per dare una possibilità organizzativa alle famiglie. Vogliamo provare a anticipare la decisione perché secondo la nostra parte tecnica, dovrebbe restare tutto invariato. Ci sentiamo di dire questo, se poi ci siamo sbagliati, dico ai trentini che siamo in totale buona fede".

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