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Coronavirus in Trentino, l'ex rettore: ''Invece di parlare a sproposito degli anziani che pagano colpe non loro, il presidente prenda atto della gravità della situazione''

L'ex rettore dell'università di Trento: "Gli over 70 si ammalano, purtroppo, perché il virus circola molto intensamente, con valori confrontabili rispetto a quelli veneti. Il presidente potrebbe commentare anche i dati della mortalità in Trentino elaborati dall'Istat. Gli ospedali sono pieni perché Covid-19 circola troppo"

Di Luca Andreazza - 03 gennaio 2021 - 05:01

TRENTO. "Temo che a furia di nascondere ai trentini i veri numeri della pandemia, il presidente abbia finito per credere ai suoi numeri farlocchi". Così Davide Bassi, ex rettore dell'università di Trento, che aggiunge: "Se volesse informare la popolazione in modo serio e convincente dovrebbe tanto per cominciare farci sapere quante sono realmente in Trentino le persone attualmente positive".

 

L'ex rettore ritorna su quella che nei giorni scorsi ha definito "un'anomalia trentina" dovuta al criterio "del tutto stravagante - dice Bassi - che la Provincia di Trento ha adottato da inizio novembre in poi per il calcolo dei nuovi contagi" (Qui articolo).

 

Dopo le inchieste de Il Dolomiti (Qui articolo) e le continue richieste di trasparenza arrivata dalla cittadinanza e dalle opposizioni (Qui articolo), il Trentino sembra aver iniziato un percorso per cercare di riallinearsi alle norme nazionali per far quadrare i conti sui dati dei test antigenici (Qui articolo): numeri che sono comparsi solo recentemente, compreso anche quelli sulle conferme. Quest'ultimo passo a fronte di messaggi contraddittori della Provincia e continui cambi nel modus operandi (Qui articolo).

 

Il pannello di monitoraggio riporta di 2.055 attuali positivi sul territorio provinciale, cioè quelli accertati dai tamponi molecolari. "Il Comune di Trento - spiega Bassi - segnala che si sono quasi 1.000 persone attualmente positive solo nella città capoluogo (il report ufficiale riporta invece 485 casi attualmente attivi al molecolare), se osserviamo le statistiche ufficiali della Provincia gli attualmente positivi sarebbero intorno alle duemila unità. I casi sono che a Trento c'è un'aria particolarmente malsana oppure il dato degli attualmente positivi comunicato dalla Provincia è falso perché non tiene conto di coloro (diciamo circa 2-3 mila persone) che sono state trovate positive con il solo tampone antigenico e che, probabilmente il tampone molecolare lo faranno solo dopo che sono tornate virologicamente negative. La solita vecchia storia che si trascina ormai dallo scorso mese di novembre".

 

Il numero ancora elevato di ospedalizzazioni e posti letto in terapia intensiva è ancora alto, rappresentano una fonte di preoccupazione. Una criticità che si unisce ai dati sempre piuttosto significativi di contagi registrati quotidianamente tra gli over 70.

 

"Il numero delle ospedalizzazioni in questa fascia della popolazione è alto e importante. Il rischio di terapia intensiva è direttamente proporzionale e questo oggettivamente ci preoccupa. C'è una mancanza di consapevolezza tra gli anziani, abbiamo questa sensazione", il commento del presidente Maurizio Fugatti nell'ultimo punto stampa (Qui articolo). 

 

"Il presidente della Provincia - dice l'ex rettore - non si è mai distinto per lucidità e chiarezza quando parla della pandemia. Forse certe cose non le ha proprio capite o forse i suoi tecnici non gliele hanno spiegate bene. Talvolta ripete numeri a sproposito e tutti i giorni, immancabilmente, se la prende con 'gli anziani che non sarebbero abbastanza prudenti e finiscono per riempire gli ospedali'. Se però andiamo a vedere i dati del Comune di Trento (quelli completi e non quelli parziali comunicati dalla Provincia) vediamo che le persone di età superiore ai 70 anni che in questo momento risultano positive a Trento sono il 19% del totale. La percentuale non si discosta molto dalla media nazionale che, durante gli ultimi 30 giorni, è stata del 17,6% del totale".

 

A oggi, infatti, non sono mai stati forniti i numeri totali, quelli precedenti da quando piazza Dante ha iniziato a comunicare anche i test antigenici.

 

"Gli anziani in Trentino contraggono la Covid-19 con una probabilità più o meno simile a quella di tutto il resto d'Italia. Il dato per gli anziani - evidenzia Bassi - che sono ricoverati nelle Rsa potrebbe essere diverso (ma noi comuni cittadini non lo conosciamo), ma se parliamo della maggioranza degli over 70 credo di poter assicurare il presidente che non siamo vecchietti scapestrati che non rispettano le regole di prevenzione. Ci ammaliamo, purtroppo, perché il virus circola molto intensamente, con valori confrontabili rispetto a quelli veneti (anche se i dati ufficiali del Trentino considerati dall'Istituto superiore di sanità contano solo una parte minima dei contagi). Anche le stime che l'Iss fa dell'indice di trasmissione del contagio nel Trentino sono prive di senso perché basate su dati inconsistenti".

 

Nel frattempo sono stati inoltre registrati 1.023 morti da marzo scorso. "Forse sarebbe il caso che il Presidente della Provincia di Trento, invece di prendersela a sproposito con i suoi cittadini anziani, prendesse finalmente atto della gravità della situazione pandemica in Trentino. E, già che c'è, ci faccia avere un suo commento sui dati della mortalità in Trentino elaborati dall'Istat. Gli ospedali sono pieni perché il virus circola troppo. Gli anziani sono solo le vittime di questa situazione e stanno pagando un prezzo altissimo per colpe non loro", conclude Bassi.

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