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Coronavirus, Fugatti non spiega ma risponde ''Bordon chi?'' e arriva la quarta versione sugli antigenici (GUARDA I VIDEO)

Mentre ci sarebbe bisogno di risposte chiare, almeno su cose tanto semplici, il presidente della Provincia liquida con una battuta la domanda sull'ex dg dell'Apss che a il Dolomiti spiegava che a Bologna il controllo avviene il giorno stesso o il giorno dopo la scoperta positività con antigenico e intanto da Ferro è arrivata la quarta versione proprio su questo tema. Tra lui e Fugatti corrono circolari del 30, 31 ottobre e 2 novembre e tutti i lassi di tempo possibili per la verifica (entro 10 giorni, il decimo giorno, dopo 10 giorni, tra 10 e 14 giorni) 

Di Luca Pianesi - 18 dicembre 2020 - 05:01

TRENTO. Che il caos regni sovrano ormai è un dato di fatto e non passa conferenza stampa pubblica del presidente Fugatti che lui e i suoi tecnici non finiscano per ribadirlo contraddicendosi continuamente in maniera piuttosto clamorosa. La questione legata ai positivi trovati con i tamponi antigenici è il nodo gordiano della gestione della pandemia in Trentino in questa seconda ondata e ormai appare sempre più chiaro che solo una commissione esterna o l'intervento di qualche autorità extra-provinciale (mercoledì è stata depositata un'interrogazione a Speranza in Parlamento, al riguardo) potrà scioglierlo e far sapere ai cittadini, davvero, cosa è successo e come ha agito la Provincia di Trento.

 

I fatti sono un livello di positivi comunicati ufficialmente bassissimo, il più basso d'Italia se lo si rapportava ai ricoveri, ai decessi, alle persone in terapia intensiva (e questo già il 9 novembre, dopo soli pochi giorni dal cambio di ''metodo'' di gestione in Trentino, come dimostrava il Dolomiti analizzando i dati e spiegando quello che poi sarebbe probabilmente accaduto di lì a più di un mese QUI ARTICOLO). Una zona gialla difesa in tutti i modi con tanto di esultanze da parte del presidente Fugatti nelle conferenze pubbliche (''ghe l'avem fata'' e ''avem tirà una riga''). Una volontà dichiarata di aprire anche gli impianti sciistici (oggi sarebbero aperti fosse stato per la Pat) e pure le scuole (anche quelle superiori sarebbero tornate in presenza fosse stato per la Pat) il tutto nel quadro attuale con un numero di morti tra i più alti d'Italia, un livello di ricoveri tra i più preoccupanti e i positivi (oggi ''completi'' tra antigenici e molecolari) doppi se non tripli rispetto a quanto veniva comunicato a novembre. 

 

Il perché ormai lo sapete: la Pat non comunicava ai cittadini i positivi agli antigenici mentre mostrava il contagio solo rapportato ai tamponi molecolari. In questo modo la curva sembrava molto più bassa del resto d'Italia e i trentini venivano rassicurati sul livello di contagio nel loro territorio. In realtà la situazione era probabilmente (purtroppo ancora Fugatti si rifiuta di fornire il quadro totale di quel che è successo a novembre, nonostante le interrogazioni in Aula) speculare a quella dell'Alto Adige, che nel frattempo si era messo in zona rossa da solo per cercare di abbattere il livello del contagio.

 

Pochi giorni fa il Dolomiti ha chiesto all'ex direttore generale dell'Apss Paolo Bordon (che oggi dirige l'Ausl di Bologna) il quale ha confermato che a Bologna hanno sempre fatto il tampone molecolare di controllo ai positivi agli antigenici il giorno stesso o il giorno dopo la scoperta positività. In questo modo i dati forniti dall'Emilia Romagna erano completi sia dei contagiati trovati con i molecolari sia con gli antigenici (che subito erano confermati dai molecolari). Mercoledì Trentino Tv ha provato a chiedere al presidente Fugatti un commento su quanto detto dal suo ex dg dell'Azienda sanitaria e questa è stata la sua triste risposta. Si sperava in dei contenuti e in un po' di chiarezza e invece niente da fare il rappresentante dei trentini anche questa volta non è stato capace di spiegare e di spiegarsi. 

 

 

 

 

 

Zaia e il Veneto si sa che hanno fatto lo stesso dell'Emilia Romagna e anche l'Alto Adige, pur nel momento più critico della pandemia, a il Dolomiti confermava che il molecolare di controllo veniva fatto entro 10 giorni. La Provincia di Trento non lo sa. Non sa come ha gestito la situazione perché altrimenti fornirebbe una versione univoca e invece ogni giorno viene citata una circolare con data diversa e soprattutto ai trentini è stato dato tutto il range possibile di opzioni: tampone molecolare di controllo al positivo all'antigenico prima dei 10 giorni, il decimo giorno, tra il decimo e il quattordicesimo, ma qualche anche no. Ovviamente le date sono importantissime perché andare a fare il molecolare a una persona risultata positiva 10 - 14 giorni prima dà la quasi assoluta certezza di trovare un negativo (e quindi quel positivo all'antigenico non finirà mai nei conteggi ufficiali ma vi rientrerà da guarito), farglielo dopo uno o due dà la quasi assoluta certezza di confermarlo positivo facendolo risultare nei conteggi ufficiali.  

 

E allora ecco come si sono espressi al riguardo i ''nostri'':

versione 1: Fugatti (15 novembre) - dopo 10° - 14° giorno controllo del positivo all'antigenico con tampone molecolare anche se non sempre viene fatto perché alcuni antigenici potrebbero non essere comunicati all'Apss

versione 2: Fugatti (12 dicembre) - circolare del 30 ottobre controllo del positivo all'antigenico entro 10 giorni con molecolare

versione 3: Ferro (12 dicembre) - circolare del 2 novembre controllo del positivo all'antigenico alla decima giornata con molecolare

versione 4: Ferro (16 dicembre) - circolare del 31 ottobre controllo del positivo all'antigenico dopo 10 giorni con molecolare  

 

Versione 1 e Versione 2

 

 

 

Versione 3

 

 

 

Versione 4

 

 

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