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Coronavirus, Trentino a rischio zona arancione. Fugatti: ''Scuole superiori? Non cambia l'organizzazione del 50% in presenza degli studenti''

In caso di passaggio in zona arancione del Trentino non cambia l'organizzazione dell'attività scolastica in presenza. Fugatti: "Siamo già al 50%, come previsto in caso di cambio della colorazione"

Di Luca Andreazza - 14 January 2021 - 21:02

TRENTO. "Se il Trentino dovesse passare in zona arancione per le scuole superiori non cambia nulla". Così il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, nell'aggiornamento sulle misure attese dal governo per fronteggiare l'emergenza Covid-19.

 

Nella giornata di giovedì 14 gennaio c'è stato un vertice Stato-Regioni. Sono state comunicate alcune variazioni nelle valutazioni degli indicatori, quali l'abbassamento dell'Rt per far scattare zone arancioni e rosse, ma anche il passaggio a un colore diverso nel caso di classificazione a "rischio alto". Il decreto legge che definisce anche le limitazioni di spostamenti tra territori (compreso quello tra Trento e Bolzano) è stato approvato dal Consiglio dei ministri (Qui articolo), mentre in queste ore si attende la nuova divisione in fasce e il nuovo Dpcm.

 

Non si esclude il passaggio del territorio in zona arancione e per questo si attendono comunicazioni da Roma anche per valutare le partite aperte, come l'apertura degli impianti sciistici (Qui articolo). L'eventuale nuova classificazione non dovrebbe comportare ripercussioni per quanto riguarda l'attività scolastica.

 

"L'ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri - dice Fugatti - consente di arrivare al 75% delle lezioni in presenza negli istituti superiori. L'eventuale passaggio in zona arancione non cambia nulla perché la disposizione è per un massimo del 50%, la percentuale attualmente attivata in Trentino. Non modifica quindi l'organizzazione".  

 

Gli alunni delle scuole superiori in Trentino sono ritornati in classe il 7 gennaio, la Pat era intervenuta in deroga e in accordo con il governo che aveva fissato il via per 4 giorni dopo. La Provincia di Trento e quella dell'Alto Adige non avevano atteso per riaprire subito, mentre altre Regioni, come Veneto e Friuli Venezia Giulia, hanno invece deciso per la proroga delle lezioni in Dad fino al 31 gennaio. 

 

Contestualmente alla riapertura degli istituti è stato varato il nuovo Piano per la mobilità con l’aggiunta di ulteriori 115 mezzi per i percorsi extraurbani20 per le tratte urbane e 40 per il trasporto ferroviario (Qui articolo). 

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