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Trentino a un passo dalla zona arancione, Fugatti: “Rt in crescita ma abbiamo chiesto di ridiscutere i criteri”

Con l’Rt a 0.97 il Trentino rischia di finire in zona arancione, Fugatti conferma ma fa sapere che le Regioni hanno chiesto al Governo di rivedere i parametri: “Non possiamo rischiare di finire in zona arancione quando abbiamo numeri del contagio e ricoveri così bassi”

Di Tiziano Grottolo - 07 maggio 2021 - 16:27

TRENTO. L’Rt del Trentino potrebbe aumentare di nuovo sopra l’1? Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti non lo esclude: “Sì è vero, il contagio è stabile se non in calo pur essendo l’Rt in crescita come lo è a livello nazionale”. Il rischio però è concreto, nell’ultimo calcolo fatto dall’Istituto superiore di sanità l’Rt del Trentino si attesta a 0.97, con un intervallo di confidenza che va da 0.86 a 1.07, quindi pericolosamente vicino ai parametri che fanno scattare la zona arancione. Al contrario l’incidenza è bassa: 82 casi ogni 100.000 abitanti.

 

Anche per questo le Regioni, tramite il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, stanno facendo pressioni sui vertici del Governo affinché i criteri per la definizione delle varie zone vengano rivisti. “In una fase di questo tipo – dice Fugatti – l’Rt calcolato con criteri scientifici standard rischia di essere contraddittoria nel senso che non possiamo rischiare di finire in zona arancione quando abbiamo numeri del contagio e ricoveri così bassi”.

 

I dati provinciali di oggi infatti dicono che fra i contagiati non ci sono over 80, un fattore che fa ben sperare in chiave dei ricoveri così come i pochi contagi e le ospedalizzazioni contenute. “Con numeri del contagio così bassi e un numero di decessi contenuto siamo di fronte a una situazione diversa”, osserva Fugatti.

 

Nel frattempo anche in Veneto c’è apprensione per il possibile cambio di colore, da giallo ad arancione. Se ieri l’assessora alla Salute Manuela Lanzarin aveva detto chiaramente che l’Rt del Veneto è a un passo dalla fascia arancione. È un dato che ci preoccupa, al quale dobbiamo porre la dovuta attenzione – spiegava – perché riguarda i comportamenti di ciascuno di noi, e richiama tutti alla necessità del rispetto delle regole: mascherina, distanziamento, disinfezione delle mani”.

 

Oggi però è intervenuto anche il presidente del Veneto Luca Zaia che ha fatto sapere che il Veneto (almeno per il momento) non dovrebbe cambiare colore: “Lo scenario a basso rischio va a ritarare il colore, per noi dovrebbe essere confermato il giallo – anche se, ha ammesso Zaia – nelle prossime settimane dovremo scontare il dato di questi ultimi 15 giorni, con l’apertura delle scuole, per esempio”.

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