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Scuole d'infanzia aperte a luglio, la Provincia si prepara ad organizzare il servizio. Critiche da sindacati e insegnanti

La Giunta provinciale ha dato il via per il percorso organizzativo, amministrativo e di comunicazione necessario per l'apertura delle scuole dell'infanzia provinciali ed equiparate per l'estate 2021. Nelle scorse settimane le critiche sul prolungamento dell'anno scolastico sono arrivate da sindacati, insegnanti e una richiesta di confronto era arrivata anche dalla Federazione delle Scuole materne 

Pubblicato il - 23 aprile 2021 - 15:55

TRENTO. Dopo le polemiche delle scorse settimane, lo scontro con la parte sindacale e le perplessità avanzate dalle stesse insegnanti e la Federazione delle scuole materne, la Giunta Provinciale ha comunque deciso di tirare dritto.

 

Quest'oggi, infatti, è stato comunicata la decisione della Pat di attivare il servizio delle scuole d'infanzia anche per l'estate 2021.

 

Una decisione arrivata dopo le valutazioni sulle difficoltà di un anno scolastico in cui molte sezioni sono state e sono in quarantena e “la necessità di rispondere al bisogno di tante famiglie”.

 

Il progetto vuole sostenere il valore educativo della scuola dell'infanzia, anche nel mese di luglio, con un'offerta definita dalla Pat  "di notevole spessore pedagogico", mantenere una continuità dello spazio educativo e scolastico, dei riferimenti degli insegnanti e della progettualità educativa.

 

Con il conchiuso di oggi, viene dunque avviato il percorso organizzativo, amministrativo e di comunicazione necessario per l'apertura delle scuole dell'infanzia provinciali ed equiparate per l'estate 2021.

 

Il dibattito che si era sviluppato nelle scorse settimane avevano visto la proposta della Provincia essere accolto negativamente dai sindacati e da alcune scuole. "A nulla sono servite – scrivevano ad inizio del mese i sindacati - le note e le lettere che le Organizzazioni sindacali, insieme alle loro delegate del settore, e tante insegnanti hanno inviato al presidente Fugatti e all’assessore Bisesti; a nulla sono valsi gli appelli a collaborare con tutti gli attori del sistema per trovare soluzioni alla legittima richiesta di servizi conciliativi delle famiglie".

 

Sul tema si era espressa anche la Federazione delle Scuole materne. Con una nota sempre ad inizio aprile aveva spiegato che "L’ipotesi prospettata dall’amministrazione provinciale di estendere a tutto il mese di luglio l’apertura delle scuole dell’infanzia – l’ultima di una serie di repentine decisioni che hanno investito da un anno a questa parte questo grado scolastico nella nostra provincia – ci chiama direttamente in causa, nell’intento di tornare a condividere quell’idea di bambini, di insegnanti e di apprendimento che la connotano in quanto scuola".

 

"Crediamo, infatti, che qualunque decisione riguardi cambiamenti e riorganizzazioni di un mondo importante e delicato come quello dell’educazione dovrebbe sempre basarsi su una ben precisa visione pedagogica", spiegano. "Così come siamo convinti che qualunque cambiamento e riorganizzazione della scuola, proprio per la sua significativa portata sul piano culturale, pedagogico, sociale e comunitario, dovrebbe sempre richiedere adeguati spazi di riflessione, confronto e progettazione condivisa. Questo dentro una logica di coinvolgimento di tutti gli attori sociali implicati per arrivare a una decisione che sia il più possibile frutto di ragionamento partecipati". Coinvolgimento che sembra essere però mancato. 

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