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Scuole materne aperte a luglio? La Cgil: “Siamo fermi all’annuncio, non sappiamo nemmeno se sarà possibile andare incontro a tutte le richieste dei genitori”

La Giunta Fugatti sembra intenzionata a tenere aperte le materne anche a luglio ma restano ancora molti nodi da sciogliere. Gli insegnanti: “O siamo una scuola o siamo un servizio conciliativo, ma non possiamo essere entrambi, in base al bisogno della propaganda politica”

Di T.G. - 18 aprile 2021 - 06:01

TRENTO. La possibile, ma del tutto probabile, riapertura delle scuole d’infanzia per il mese di luglio continua a dividere e, soprattutto da chi ci lavora, è vissuta come una forzatura. Recentemente la giunta Fugatti ha accelerato sulle riaperture volendo a tutti i costi anticipare la data fissata dal Governo nazionale per il 26 aprile.

 

Per il il momento infatti le incognite restano molte a partire dalle regole in materia di Covid che, come fanno notare alcuni insegnanti, risultano paradossalmente molto più stringenti per i centri estivi a differenza delle scuole materne. Basti pensare al rapporto fra educatori e alunni, per le scuole dell’infanzia “il rapporto fra numero dei bambini e metri quadrati dell’aula assegnata deve essere 1 bambino ogni almeno 2,4 metri quadrati fino a un massimo di 25 bambini per aula”, mentre per i servizi conciliativi il rapporto è molto inferiore e differenziato per ogni fascia d’età.

 

Da un lato c’è un discorso legato alla “concorrenza”, è plausibile che per via delle regole molto stringenti le strutture che offrono servizi conciliativi si vedano costrette ad aumentare i costi ma a quel punto in molti preferirebbero rivolgersi alle scuole materne e qui si apre la “questione pedagogica”: “O siamo una scuola o siamo un servizio conciliativo – commentano gli insegnanti – ma non possiamo essere entrambi, in base al bisogno della propaganda politica”.


A tal proposito emergono molti dubbi anche dai sindacati che si sono visti posticipare alla prossima settimana l’incontro con l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti. “Per il momento non possiamo fare grandi ragionamenti – afferma Cinzia Mazzacca della Cgil – visto che non ci sono stati forniti dettagli circa gli elementi organizzativi. Finora l’esigenza è stata quella di creare una sorta di bolla attorno alle classi ma al momento non sappiamo nemmeno quanti saranno i genitori che aderiranno al servizio e per quante ore, è chiaro che si dovranno fare delle scelte”. In questo senso i protocolli andrebbero perlomeno aggiornati.

 

Alcuni problemi sono gli stessi dell’anno scorso, mentre i nodi da risolvere riguardano anche i supplenti e pure gli insegnanti che, oltre a essere genitori, hanno in arretrato molte ferie da smaltire (questa una delle poche questione che si è iniziato ad affrontare), in un anno di pandemia che è stato tutt’altro che facile da gestire. Inoltre non tutte le strutture sono pensate per rimanere aperte con il caldo di luglio. Siamo fermi all’annuncio – ricorda Mazzacca – perché per ora sappiamo solo che c’è la volontà di aprire da parte della Giunta ma non sappiamo come si intende farlo, ci sono decine di criticità da affrontare e risolvere per tenere aperto un servizio in sicurezza. Anzi, stando così le cose non sappiamo nemmeno se sarà possibile andare incontro a tutte le richieste dei genitori”.

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