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Scuole d’infanzia aperte a luglio, Grosselli: “No allo sciopero è quello che vuole Fugatti, ma la frustrazione delle insegnanti è giustificata”

Grosselli sulle scuole d’infanzia propone uno “sciopero al contrario”: “Invece di astenersi dal lavoro, nel giorno di sciopero si potrebbe prestare regolarmente servizio a scuola e destinare il corrispettivo della giornata a un fondo per finanziare attività estive extrascolastiche per bambini di famiglie in difficoltà economica”

Di Tiziano Grottolo - 15 giugno 2021 - 18:42

TRENTO. Dopo i duri scontri delle scorse settimane si attende di capire quale sarà il futuro della scuole d’infanzia: da un lato la Giunta Fugatti che intende prorogarne l’apertura anche nel mese di luglio dall’altra la maggior parte degli insegnanti sostenuti dai sindacati di categoria Flc Cgil, Cisl scuola e Uil Fpl che hanno proclamato lo sciopero.

 

Per la verità le posizioni sono almeno tre. Andrea Grosselli per esempio, segretario della Cgil, si pone nel mezzo e si domanda se ci sia un modo “più efficace” per manifestare “il legittimo disagio” del personale delle scuole dell’infanzia, creando però al contempo un ponte con famiglie e bambini smascherando le strumentalizzazioni della Giunta provinciale”.

 

L’apertura delle scuole di infanzia a luglio rischia di generare un conflitto, scontro peraltro evitabile ricorda Grosselli “se solo la Giunta provinciale avesse proposto un concreto riconoscimento degli sforzi messi in campo dalle insegnanti in questo anno terribile”. Eppure secondo il sindacalista la scelta di arrivare allo sciopero è “ incomprensibile”. “Il rischio – sottolinea – è quello che la battaglia perda di autorevolezza. Rispetto la scelta della categoria e nessuno può negare la legittimità delle richieste del corpo insegnante, cioè che non si confonda la scuola con un semplice servizio di conciliazione. Inoltre, anche se le insegnanti hanno operato in condizioni estreme, mentre la Provincia non rendeva trasparenti i dati sul contagio con gravi rischi per la salute di chi lavorava, Fugatti non ha speso una parola di ringraziamento”.

 

Se per Grosselli la frustrazione delle insegnanti è quindi giustificata, resta comunque il fatto che attraverso uno sciopero si rischia di creare una frattura “che non aiuterà le insegnanti nel portare avanti con autorevolezza le proprie proposte per una scuola di qualità per tutti i bambini, anche dopo luglio. Personalmente – aggiunge – sono convinto che il presidente Fugatti auspichi lo sciopero per poter strumentalizzare ancora una volta il disagio delle insegnanti e per alimentare le divisioni tra lavoratori pubblici e del privato, tra insegnanti e famiglie. Insomma per poter screditare agli occhi della cittadinanza quello stesso personale che, con sacrificio e dedizione, ha garantito l’apertura delle scuole dell’infanzia”.

 

Ciò che al contrario si auspica il segretario della Cgil è un’alleanza con le famiglie. Da qui l’idea lanciata da Grosselli di organizzare uno “sciopero al contrario”: “Invece di astenersi dal lavoro, nel giorno di sciopero si potrebbe prestare regolarmente servizio a scuola e destinare il corrispettivo della giornata di lavoro ad un fondo per finanziare attività estive extrascolastiche per bambini di famiglie in difficoltà economica. Sarebbe un modo alternativo per testimoniare il proprio disagio e protestare e allo stesso tempo per rafforzare la credibilità del corpo insegnante e stringere un patto più forte con bambini e famiglie”.

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