Scuole d’infanzia aperte a luglio, ha aderito poco più della metà degli aventi diritto. La Uil: “Risultato modesto dopo tutta la campagna mediatica dell’assessorato”
Bisesti guarda al bicchiere mezzo pieno: “L’adesione per l’estate 2021 riguarda più di 7.000 bambini sui 14.000 iscritti”. Lo scetticismo della Uil: “L’assessore ha confermato le nostre preoccupazioni, con questa manovra la scuola d’infanzia si trasforma di fatto in una colonia estiva e in servizio di conciliazione”

TRENTO. Sono 7.313 le famiglie che hanno scelto di usufruire del mese in più di asilo attivato dalla Provincia dopo un lungo braccio di ferro con insegnanti e sindacati (che non si è ancora concluso). In numeri assoluti si tratta di poco più della metà degli aventi diritto, una risposta in linea con i dati raccolti dal “questionario-plebiscito” proposto alle famiglie dell’assessorato all’Istruzione ma duramente contestato da sindacati e mondo della scuola che l’hanno vista come una mossa per forzare loro la mano.
Dal canto suo l’assessore Mirko Bisesti guarda al bicchiere mezzo pieno: “L’adesione per l’estate 2021 riguarda più di 7.000 bambini sui 14.000 iscritti. Ora gli uffici provvederanno a formare i gruppi/sezione e a progettare gli interventi didattici e le attività, privilegiando quelle all’aperto. I numeri ci confermano quanto emerso dal sondaggio effettuato nel mese di marzo, crediamo che questa offerta formativa possa in parte alleggerire le problematiche affrontate dalle famiglie e dai bambini stessi in questi mesi di pandemia”.
Di diverso avviso Marcella Tomasi, segretaria della Uil Fpl: “Non mi sembra un grande risultato dopo tutta la campagna mediatica che è stata fatta, senza dimenticare che in un primo momento la Provincia aveva preventivato un’adesione di almeno il 70% della famiglie”. Effettivamente Bisesti, quando vennero resi noti i dati del questionario, aveva parlato di un “convinto interesse” da parte del 73% degli intervistati. “Inoltre – prosegue Tomasi – nessuno ha la certezza che i bambini frequentino con costanza tutte e quattro le settimane offerte. Ad ogni modo l’assessore ha confermato le nostre preoccupazioni rispetto al fatto che con questa manovra la scuola d’infanzia venga trasformata di fatto in una colonia estiva e in servizio di conciliazione”.
Se è vero che alcune categorie traggono sicuramente beneficio da questa manovra per altre non vale lo stesso discorso, a partire dalle famiglie delle insegnanti che dopo un anno molto difficile (dove hanno lavorato in presenza) sono chiamate a un ulteriore sforzo. La soluzione di aprire le scuole d’infanzia (che non rientrano fra i servizi conciliativi) a luglio però, danneggia direttamente tutte quelle attività che lavorano prevalentemente nel periodo estivo, come colonie, centri diurni e doposcuola. Non è un caso che la Uil Fpl parlasse di “concorrenza sleale” perché di fronte all’offerta stracciata fatta sul famoso questionario (alle famiglie è stato proposto un mese in più a soli 50 euro) una cooperativa sociale non può competere.
Così a pagarne il prezzo saranno anche i tanti operatori che durante l’estate prestavano servizio come educatori. “La Provincia anziché rilanciare l’occupazione di questo settore, composto soprattutto da giovani, preferisce richiamare al lavoro gli insegnanti che al contrario, dopo un anno alle prese con la pandemia, avrebbero bisogno di tirare il fiato. È una scelta orribile nei confronti del mondo del lavoro”, affermava Tomasi.
Allo stesso tempo per la Provincia questa soluzione non è a costo zero. L’attivazione del servizio infatti avviene con un minimo di 5 bambini iscritti per le scuole monosezionali e 7 per le altre scuole, sono solo due le strutture che non hanno raggiunto il numero minimo di richieste e quindi il servizio non sarà attivato. La copertura oraria sarà di almeno 7 ore al giorno, secondo l’attuale orario di apertura della propria scuola dell’infanzia. Anche nel periodo estivo è stato confermato il prolungamento dell’orario giornaliero di massimo 2 ore per coloro che ne hanno già usufruito durante l’anno, in base alle adesioni pervenute. La Uil Fpl comunque non si arrende e promette battaglia: “In settimana chiederemo un incontro al Commissario del Governo per raffreddare la procedura”, se questa soluzione non dovesse produrre gli effetti sperati il sindacato è pronto a giocarsi la carta dello sciopero.


















