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“No” allo sciopero per le scuole d’infanzia? Galli replica a Grosselli: “Manifestiamo per i diritti delle insegnanti, la politica non ha ascoltato le nostre proposte”

In vista dell’apertura delle scuole dell’infanzia per il mese di luglio confermato lo sciopero del 24 giugno. Galli (Cisl): “Il settore non può essere ridotto a servizio conciliativo”. E su Grosselli: “È stato inopportuno, da lui una proposta demagogica”

Di Tiziano Grottolo - 16 giugno 2021 - 15:52

TRENTO. Nelle scorse ore il segretario della Cgil Andrea Grosselli è intervenuto sullo sciopero (previsto per il 24 giugno) delle scuole d’infanzia che, vista la posizione della Giunta Fugatti, sembra ormai imminente. Grosselli, pur riconoscendo la legittimità delle istanze delle insegnanti, ha parlato di scelta “incomprensibile”. Questo nonostante anche la sigla di categoria del suo sindacato, la Flc Cgil, abbia aderito. “Il rischio – ha sottolineato il sindacalista – è quello di creare una frattura con le famiglie che non aiuterà le insegnanti nel portare avanti con autorevolezza le proprie proposte per una scuola di qualità per tutti i bambini, anche dopo luglio”.

 

Queste dichiarazioni però hanno fatto storcere il naso a molti colleghi e a stretto giro è arrivata la replica di Stefania Galli della Cisl Scuola. “Grosselli ha pieno diritto a esprimere il suo pensiero ma che lo faccia da segretario della Cgil, esternando giudizi su uno sciopero indetto da quattro organizzazioni sindacali pare quanto meno inopportuno”. Entrambi i sindacalisti però concordano su un punto: la responsabilità della situazione che si è venuta a creare è della Giunta Fugatti. “Con lo sciopero – prosegue Galli – ci rivolgiamo alla politica ed esprimiamo tutta la contrarietà del settore, la scuola dell’infanzia non può essere ridotta a servizio conciliativo perché non lo è, altrimenti non ne viene riconosciuto il giusto valore”.

 

Inoltre, secondo la Cisl Scuola alle famiglie non verrà offerta continuità nel servizio: “Molti bambini non troveranno le loro insegnanti, molti non troveranno neppure i loro amici di sezione, perché i gruppi sono ridefiniti, per cui dove sta il vantaggio per questi bambini? Le famiglie hanno avuto una risposta? Nel nostro sciopero non abbiamo inserito rivendicazione oraria o economica, manifesteremo perché c’è la volontà di tutto il personale che opera nella scuola, non solo insegnante, di reclamare un ruolo, una specificità, una professionalità maturata in 40 anni”.

 

Mantenere una scuola dell’infanzia altamente formata e specializzata, senza svilirla, questa la richiesta degli organizzatori dello sciopero. “Prima di arrivare allo sciopero abbiamo provato di tutto ma la politica non ha ascoltato le nostre proposte. Non c’è nulla contro le famiglie, anzi gli operatori della scuola non sono alieni, sono famiglie di questa stessa comunità Trentina, molti di loro le difficoltà della pandemia le hanno vissute sulla loro pelle e mai si sono sottratti alle loro responsabilità per garantire che la scuola rimanesse tale anche in questa emergenza”.

 

Galli critica anche la proposta dello “sciopero al contrario” lanciata da Grosselli che suggeriva, in alternativa allo sciopero, di prestare regolarmente servizio a scuola e destinare il corrispettivo della giornata di lavoro a un fondo per finanziare attività estive extrascolastiche per bambini di famiglie in difficoltà economica. Questa è demagogia – punta il dito Galli – e mi dispiace venga dal segretario generale confederale del sindacato Cgil. Abbiamo chiesto e richiesto, tutti quanti insieme, di attivare i servizi conciliativi, di proporli al terzo settore, il finanziamento stanziato per l’undicesimo mese della scuola dell’infanzia poteva essere utilizzato per i servizi conciliativi che da sempre durante la pausa scolastica estiva propongono con competenza le attività ricreative più idonee”.

 

Per la Cisl mettere gli uni contro agli altri non ha senso e di certo non contribuisce a ristabilire la serenità di cui ci sarebbe estremo bisogno. “Il personale della scuola dell’infanzia il 24 giugno farà sciopero e andrà in piazza a manifestare contro la scelta della politica trentina – conclude Galli – e per ribadire che la scuola dell’infanzia deve essere riconosciuta come tale, un bene per l’intera comunità trentina”.

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