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| 13 dic 2022 | 16:27

Sciopero generale, gli insegnanti delle scuole dell'Infanzia: "Rinnovi contrattuali e anzianità? Ancora una volta personale 'maltrattato'. Denigrati dalla Pat"

Per il 14 dicembre è stato indetto uno sciopero generale per il comparto scuola in Trentino, proclamato da Flc Cgil. La lettera di alcune scuole dell'Infanzia: " Vogliamo una scuola con prospettiva, che la stessa, primo gradino del percorso scolastico dei bambini e delle bambine, sia valorizzata come tale. Che funzioni con almeno il 90% di persone titolate a svolgere questo lavoro"

Sciopero generale, gli insegnanti delle scuole dell'Infanzia: Rinnovi contrattuali e anzianità?
di F.C.

TRENTO. E' stato indetto per la giornata di domani, 14 dicembre, lo sciopero che coinvolgerà il comparto scuola in Trentino, proclamato da Flc Cgil, non avendo trovato ad oggi l'accordo sulle progressioni di carriera e sulla valutazione del personale con il "rischio di far saltare il rinnovo del contratto per 5mila lavoratori e lavoratrici, insegnanti della scuola dell’infanzia provinciale ed equiparata, di quella professionale, personale assistente educatore e Ata", dichiara il sindacato.

 

"In tempi di rinnovi contrattuali e riconoscimento delle progressioni di anzianità, assistiamo ancora una volta al maltrattamento del personale insegnante delle scuole dell’infanzia, Ata e docenti delle scuole professionali", scrivono in una nota gli insegnanti delle scuole dell'infanzia delle scuole di Cles, Cunevo, Fai della Paganella, Rallo, Roverè della Luna, Sporminore, Vervò, Cogolo, Cavareno, Terzolas, Romeno e alcune di San Michele all'Adige. "In comune - aggiungono - queste tre categorie hanno quello di lavorare nell’ambito dell’istruzione di cui la Pat ha competenza primaria e dimostra di farne un pessimo uso. Per sanitari, enti locali, insegnanti dalla primaria alle superiori, tutto si incastra: aumenti, arretrati, adeguamento all’inflazione e progressioni economiche automatiche".

 

Quando è il turno di queste categorie "tutto si ferma": "Nulla ci aspetta se non subordinato alla valutazione del personale - riportano -. L’ultimo rinnovo, per la parte economica, risale al 2016. Nel frattempo inflazione, rincari e costo della vita alle stelle. Ancora una volta sembriamo 'figli di un Dio minore'. Ancora una volta la Provincia denigra e svilisce lavoratori e lavoratrici che sono di sua esclusiva competenza. La domanda sorge spontanea: perché questo accanimento? Impossibile, per noi accettare un trattamento simile e allora non ci è rimasto che aderire allo sciopero nazionale per quanto riguarda la non adeguatezza della finanziaria nazionale".

Nello specifico i lavoratori e lavoratrici della categoria sostengono di voler "una scuola dell’infanzia con prospettiva, che la stessa, primo gradino del percorso scolastico dei bambini e delle bambine, sia valorizzata come tale: in quanto 'scuola' ragionevole in base alle risorse, che non può essere di 11 mesi all’anno, che funzioni con almeno il 90% di persone titolate a svolgere questo lavoro, che si pongano le basi perché la scelta di lavorare in un ordine di scuola, piuttosto che in un altro, sia equivalente dal punto di vista economico e contrattuale". 

 

"Ci riferiamo allo stipendio, alle ore lavorate, ai periodi di riposo/ripresa equivalenti, alla stabilità di trattamento nel tempo, svincolato da scelte estemporanee della politica. Viceversa non avremo mai un numero adeguato di laureati/laureate che scelgono di lavorare nella scuola dell’infanzia".

 

Uno sciopero molto sentito perciò dal personale scolastico: "Abbiamo difeso sempre la qualità della scuola come luogo di cultura e crescita di futuri cittadini è ora che ci prendiamo a carico anche dei nostri diritti di lavoratrici (siamo al 99% donne). Questa è una questione di dignità".

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