Dal trasporto scolastico alla carenza di personale, i sindacati: "Intervengano le autorità competenti per ripristinare dialogo, legalità e trasparenza"
Sul caso Follador-De Rossi tornano a parlare le organizzazioni sindacali. Dopo l’intervento della Provincia e dell’Ufficio scolastico regionale, con una nuova nota Cgil, Cisl e Snals Confsal denunciano la paralisi gestionale della dirigenza. Tra le cause, la mancata programmazione, le violazioni contrattuali e un muro contro il dialogo che mettono a rischio l'anno scolastico

AGORDO. Sul caso Follador-De Rossi tornano a parlare le organizzazioni sindacali. Dopo l’intervento della Provincia e dell’Ufficio scolastico regionale, con una nuova nota Cgil, Cisl e Snals Confsal denunciano la paralisi gestionale della dirigenza. Tra le cause, la mancata programmazione, le violazioni contrattuali e un muro contro il dialogo che mettono a rischio l'anno scolastico.
La situazione di criticità va avanti da mesi, con gli studenti che hanno recentemente scritto una lettera e indetto uno sciopero pacifico chiedendo che le loro richieste siano ascoltate (Qui l’articolo). “A più di un mese dall'inizio delle lezioni - affermano ora i sindacati - regnano ancora incertezza e disorganizzazione, con un impatto negativo sulla vita lavorativa del personale e sulla stabilità didattica per studenti e famiglie”.
Diversi i problemi segnalati. Il principale è la gestione dell'orario scolastico, con continui cambiamenti spesso comunicati con scarso o nullo preavviso. “Tali modifiche - si legge nella nota - comportano notevoli disagi organizzativi per le famiglie, il personale scolastico e gli studenti, rendendo difficile la regolare pianificazione delle attività didattiche e personali”. A ciò si aggiungono numerose violazioni delle norme. “Si va - proseguono i sindacati - dalle cattedre assegnate solo la mattina dell'8 settembre, lo stesso giorno di riunioni cruciali, al Piano annuale delle attività non ancora deliberato. Il Collegio dei docenti viene convocato senza un ordine del giorno, i verbali di sedute precedenti non sono mai stati condivisi e si assiste all'aggiunta di punti da deliberare in corso di seduta, pratica in palese contrasto con le norme contrattuali. In diverse comunicazioni ufficiali, inoltre, la dirigenza adduce a norme non corrette e fa riferimento a contratti collettivi nazionali inesistenti, dimostrando una preoccupante approssimazione amministrativa”.
Ma non solo. Le sigle elencano altre irregolarità: decisioni unilaterali, come l'introduzione di lezioni da 60 minuti senza la necessaria delibera del Consiglio di Istituto e ignorando le esigenze di trasporto degli studenti, e una grave carenza di personale al convitto di Falcade, dove mancano quattro educatori, sostituiti nei turni notturni dai collaboratori scolastici, anch’essi diminuiti di 4 unità rispetto allo scorso anno scolastico.
Infine, la totale chiusura al dialogo. “Durante l'incontro del 29 settembre - spiegano - di fronte a legittime richieste di fornire i dati dell’informativa sindacale la dirigente ha abbandonato il tavolo, interrompendo il confronto sindacale. Questo atteggiamento di chiusura non è nuovo: già lo scorso anno la contrattazione d'istituto, pur avviata correttamente, è stata trascinata per mesi senza che fosse rivista la parte normativa del contratto, fino alla firma di un atto unilaterale a luglio che ha completamente ignorato le volontà espresse dalla Rsu e dalle organizzazioni sindacali, con determina dirigenziale per la parte economica e nessuna revisione della parte normativa, risalente al 2022”.
Per far fronte a tutto ciò la scorsa settimana la Provincia ha incontrato il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale Marco Bussetti, portando al tavolo le preoccupazioni di sindaci e genitori. Secondo la consigliera delegata Vanessa De Francesch, l’Ufficio sta lavorando con quello provinciale per arrivare al più presto a soluzioni pratiche efficaci. “Da parte nostra - aveva aggiunto il presidente Roberto Padrin - massima disponibilità alla collaborazione. La scuola in montagna è fondamentale nel contrasto allo spopolamento e nella costruzione di un territorio più forte: lavoriamo perciò tutti con l’obiettivo di far funzionare al meglio una scuola che rappresenta un valore aggiunto per l’Agordino e l’intera provincia”.
La situazione intanto rimane tesa. Le organizzazioni sindacali non nascondono profonda preoccupazione per la paralisi gestionale e le difficoltà di comunicazione. “Tale situazione sta compromettendo lo svolgimento delle attività scolastiche e generando un clima di tensione e sfiducia diffuso tra il personale. Si segnala, inoltre, che il benessere lavorativo dei dipendenti risulta fortemente compromesso a causa dell’atteggiamento della dirigente, determinando un malessere diffuso che non può più essere ignorato. Si ritiene pertanto indispensabile un intervento immediato delle autorità competenti al fine di ripristinare il dialogo, la legalità, la trasparenza e un clima di serenità, elementi imprescindibili per garantire il diritto allo studio degli studenti e la dignità del lavoro di tutto il personale scolastico” concludono.












