Gli studenti dicono basta al blocco delle gite e delle attività scolastiche: "Così non si può andare avanti. Paghiamo noi il prezzo di questa situazione"
"Capiamo le motivazioni degli insegnanti, ma alla fine ci rimettiamo solo noi"

BOLZANO. La protesta degli insegnanti per il mancato rinnovo del contratto sta pesando in modo significativo sulla quotidianità scolastica in Alto Adige. E ora, dopo mesi di assenza di visite d'istruzione, gite e attività extrascolastiche, la Consulta provinciale degli studenti di lingua tedesca ha deciso di intervenire direttamente. La richiesta è chiara: sbloccare le trattative salariali e stabilire regole uniformi per tutti gli istituti della provincia, dalle elementari alle superiori.
Attualmente la situazione appare estremamente frammentata. A causa dello sciopero delle attività integrative messo in atto dai docenti sia delle scuole tedesche che di quelle italiane (QUI l'articolo nel quale abbiamo parlato della vicenda), l'offerta formativa varia drasticamente da istituto a istituto.
E' Nadine Tomaseth, presidente della Consulta, ad evidenziare come ci siano scuole che mantengono alcune uscite e altre che hanno cancellato ogni attività. Questa disparità colpisce duramente anche i momenti cruciali del percorso scolastico, come i viaggi di maturità e le visite di orientamento universitario, che in molti casi sono stati ridotti o del tutto annullati.
Gli studenti hanno formalizzato le loro preoccupazioni inviando una lettera agli assessori provinciali Magdalena Amhof e Philipp Achammer, oltre che ai principali gruppi di rappresentanza dei docenti. L'obiettivo è ottenere un incontro congiunto per fare chiarezza su come verrà gestito il resto dell'anno scolastico. Pur dichiarando di comprendere le motivazioni degli insegnanti e le complessità della Giunta provinciale, i rappresentanti dei giovani sottolineano che non possono essere loro a pagare il prezzo di questo stallo prolungato.
Il messaggio della Consulta è un appello alla responsabilità rivolto a tutte le parti coinvolte. Gli studenti non chiedono solo una soluzione economica per i professori, ma pretendono trasparenza per evitare che l'intero anno si concluda senza quelle esperienze educative che completano il percorso di studi.
La speranza dei ragazzi è che questo intervento possa aumentare la pressione sulle trattative, portando finalmente a sviluppi positivi per l'intera comunità scolastica altoatesina.














