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Belluno
07 ottobre | 19:25

Istituto Follador, gli studenti scioperano pacificamente contro le scelte della dirigente e la mancanza di dialogo: “La scuola è un presidio per la montagna”

Gli studenti dell’istituto Follador di Agordo questa mattina hanno scioperato in maniera silenziosa e ordinata. Dopo protratte tensioni con la dirigenza scolastica, i giovani si sono infatti mobilitati contro la mancanza di dialogo e l’imposizione di nuove regole portate avanti senza alcun confronto con il Consiglio di istituto

AGORDO. Gli studenti alla fine hanno scioperato e lo hanno fatto in maniera silenziosa e ordinata, chiedendo esplicitamente ai partecipanti rispetto dell’ambiente e delle forze dell’ordine e di evitare schiamazzi e urla. Dopo protratte tensioni con la dirigenza scolastica, questa mattina i giovani si sono infatti mobilitati contro la mancanza di dialogo e l'imposizione di nuove regole portate avanti senza alcun confronto con il Consiglio di istituto. “Se il Follador perde studenti e forza attrattiva, a risentirne sarà l’intero territorio” commenta Irma Visalli, del Pd Belluno Dolomiti.

 

Da mesi ormai l’Istituto Follador De Rossi di Agordo sta conoscendo una serie di prese di posizione nei confronti della dirigente. Solo poche settimane fa erano state le sigle sindacali a esprimere preoccupazione e dissenso rispetto alla gestione della scuola, in particolare dopo la firma unilaterale del Contratto Integrativo d'Istituto, avvenuta senza alcun confronto con lavoratori e lavoratrici.

 

Ma i problemi non si limitano al personale. Studenti e genitori, infatti, lamentano il fatto che le nuove disposizioni siano state assunte (anche queste) in maniera unilaterale e imposte senza alcun confronto, oltretutto a pochi giorni dall’inizio della scuola, dunque senza possibilità di riflettere sulla scelta di frequentarla. Si tratta di orari più rigidi, lezioni al sabato anche per gli indirizzi per i quali non erano previste, rientri pomeridiani per tutte le classi e altre regole difficili da conciliare con le esigenze familiari e le difficoltà logistiche per chi si sposta con i mezzi pubblici. Sui social ci sono poi genitori che sottolineano anche come le gite scolastiche siano state annullate per motivi mai chiariti, la burocrazia sia ormai a livelli esasperanti e manchi uno spazio mensa idoneo.

 

“Nella giornata di oggi, gli studenti sono rimasti fuori dalla scuola - prosegue Visalli - per manifestare contro scelte della dirigente ritenute autonome, impositive e dannose per la vita scolastica e sociale di un presidio educativo da anni punto di riferimento per tutto il territorio montano. La protesta ha trovato voce nella lettera indirizzata alla dirigente scolastica, nella quale i ragazzi spiegano di aver scelto il Follador consapevolmente, nonostante le difficoltà logistiche e i disagi del pendolarismo, per la qualità dell’offerta formativa e l’ambiente unico in cui la scuola opera. Chiedono dunque ascolto e risposte adeguate, ma le nuove disposizioni, che sembra siano assunte anche senza la condivisione del collegio scolastico, rischiano di compromettere tutto questo, rendendo la frequenza quasi insostenibile e scoraggiando chi sceglie la scuola con convinzione”.

 

Un problema che riguarda, dunque, il più ampio tema dello spopolamento della montagna. Da più parti si legge infatti tutto ciò come una volontà di spingere alla chiusura dell’istituto: “Se crolla un presidio come il Follador - conclude Visalli - le macerie arriveranno ovunque. L’allarme che si leva dalla comunità scolastica in mobilitazione non può dunque rimanere lettera morta, ma serve una presa di posizione netta e condivisa di tutta la politica, delle istituzioni e della società civile, perché nessuno resti in silenzio ma si affianchino ragazzi e famiglie, che sono emblema di problemi diffusi che riguardano tutti”.

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