"Sarà l'ultimo giorno del Fraccaroli". Il rifugio sul Monte Carega chiude per oltre un anno: i rifugisti lasciano il posto ai Falegnami ad alta quota

"Un battito di ciglia e siamo già qui. Quindi sì, domenica si chiude. Prima di farlo, però, passate a salutarci". Non un addio ma un lungo arrivederci: dalla settimana prossima prendono il via i lavori di ristrutturazione che proseguiranno fino a ottobre 2027. Ad occuparsene, l'azienda dei fratelli Curzel, celebre per la serie su Dmax

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Ebbene sì, amici. È tutto vero. Domenica 16 agosto 2026 sarà l'ultimo giorno del Fracca".
A dare il loro commiato alla struttura sono i gestori e il personale del rifugio attraverso le loro pagine social. Si avvia dunque alla chiusura il rifugio Fraccaroli, sul Monte Carega, il più alto delle Piccole Dolomiti vicentine. Una delle montagne di riferimento per gli appassionati della pianura veneta, nonché uno dei profili più riconoscibili delle Prealpi, il che rende il Fraccaroli un punto di incontro obbligato per gli alpinisti di nord-est.
Domenica 16 agosto è prevista la chiusura anticipata di stagione. Ma non c'è da temere: non sarà per sempre. Il Fraccaroli chiude per un progetto di ristrutturazione che si prevede durerà poco più di un anno, fino ad ottobre 2027.
"Ebbene sì, finalmente cominciano i lavori e noi chiudiamo i battenti per lasciare spazio ai mitici Falegnami ad Alta Quota, che potranno finalmente dare il via alla ristrutturazione", continua il post.
A raccontarcelo per primi erano stati proprio loro, i "Falegnami ad Alta Quota", in un articolo dello scorso aprile. Protagonisti dell'omonima serie sul canale Dmax, i fratelli Curzel di Caldonazzo sono i massimi esperti di edilizia a quote proibitive, dove si rende necessario l'uso dell'elicottero.
Il progetto comporterebbe una considerevole parte di ampliamento della struttura, sia in altezza che in larghezza, il rifacimento del tetto e di tutti gli interni: solai, perline, arredamenti, impianti. Ma soprattutto prevede una parte idraulica di messa a punto ed efficientamento del sistema per il recupero delle acque, un problema sempre più urgente per le strutture alpine.
"L'idea è di consegnare la struttura all'esterno entro novembre", anticipava l'azienda. "Poi, con la primavera 2027, inizieremo allora a intervenire all'interno per solaio, sala e camere, tutti i rivestimenti interni e gli impianti. Considerando per gli interni un tempo che va da maggio a ottobre 2027, sarà probabilmente un cantiere da una stagione e mezza".
"Siamo un po' agitati, un po' tristi e un po' felici", commentano i rifugisti. "Insomma, il solito mix di emozioni quando qualcosa finisce e qualcos'altro sta per cominciare".
Anzitutto sii rivolgono ai loro affezionati clienti, con un saluto affettuoso e leggermente velato di nostalgia. "Siete passati talmente in tanti, e in così poco tempo, che non ci siamo nemmeno resi conto di quanto velocemente sia arrivato questo momento. Un battito di ciglia e siamo già qui. Quindi sì, domenica si chiude".
Con una raccomandazione: "Prima di farlo, però, passate a salutarci". Ma, attenzione – ricordano a tutti coloro che li raggiungeranno - domenica 16 sarà attivo solo il servizio pranzo.
Un lungo arrivederci, dunque, almeno fino ad ottobre 2027, quando ci si reincontrerà vestiti a festa per la grande occasione. Più di tutti, ad essere elegante sarà proprio il Fraccaroli, con un abito nuovo di zecca. A lui, naturalmente, spetta l'ultimo saluto dei giovani che l'hanno abitato e vissuto per tutti questi mesi.
"Al Fracca diciamo: ne vedem presto vecio".












