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Asili aperti a luglio, i sindacati: ''Entrata irrispettosa a gamba tesa di Fugatti''. Dalzocchio: ''Le famiglie per lavorare devono affidare i loro figli''

Mentre la capogruppo della Lega ha ribadito la necessità per le famiglie di poter lasciare a qualcuno i figli Cia ha chiesto più ascolto del mondo della scuola, Zanella che vengano coinvolti gli enti del terzo settore per questo tipo di attività, Degasperi ha detto che così si snatura il sistema educativo, chiedendogli di fare altro da sé: ''Questo è un aspetto non negoziabile, un motivo per dire no e basta''

Di L.P. - 03 aprile 2021 - 09:06

TRENTO. C'è chi la scuola dell'infanzia la vede come un parcheggio per bambini buona essenzialmente per tenere impegnati i piccoli mentre i genitori lavorano, chi invece sa che in campo vengono messe competenze, professionalità, programmazione e che in quelle strutture si lavora per il benessere, la formazione e lo sviluppo dei bambini e non si improvvisa. E nella conferenza dei capigruppo di due giorni fa, dove si è discusso dell'ipotesi lanciata, come fosse una cosa da niente, senza troppo costrutto e nessun approfondimento, dal presidente Fugatti di prolungare a tutto luglio il calendario scolastico per gli istituti dell'infanzia, è emerso plasticamente chi pensa cosa.

 

Da un lato i sindacati che prima di tutto hanno lanciato un grido di allarme alla giunta Fugatti perché ogni cosa viene decisa d'imperio senza confronto e comunicazione e quindi hanno chiesto di essere più coinvolti, dall'altro la politica divisa tra chi dice ''no'' e chi dice ''si, ma'' e chi ancora dice ''si perché ci sono famiglie che d’estate hanno necessità di lavorare e per questo devono poter affidare i figli''. Quest'ultima era la capogruppo della Lega Mara Dalzocchio che avrebbe poi aggiunto ''ma è soprattutto necessario proseguire nel percorso educativo in atto per dare priorità ai bisogni dei bambini. E garantire loro stabilità e sicurezza nel rapporto con i loro educatori e amici''.

 

Sul tema sono intervenuti inizialmente i sindacati (anche perché la conferenza dei capigruppo era stata convocata dal presidente Walter Kaswalder per un confronto diretto proprio tra il mondo sindacale e dai consiglieri Lucia Coppola e Paolo Zanella). Per prima è stata Stefania Galli (segretaria di Cgil Scuola) a formulare un accorato grido d’allarme sul segmento scolastico “che è sempre stato un fiore all’occhiello della nostra autonomia - ha detto - e che ora si è arenato. Quella del presidente Fugatti è un’entrata irrispettosa e a gamba tesa che avviene mentre il Dipartimento Pat competente è gravemente latitante nei nostri confronti. Non sappiamo quanti bambini ci dovranno essere nelle classi, non abbiamo supplenti, non ci sono soldi per pagare gli straordinari, non c’è un ragionamento condiviso”.

 

Marcella Tomasi (Uil) ha specificato che con assessorato e dipartimento c’è un problema comunicativo forte, manca un tavolo allargato al quale discutere approfonditamente di come si vuole attribuire d’estate alla scuola d’infanzia un ruolo che non è il suo, l’erogazione non di un servizio scolastico, ma di quei servizi integrati estivi cui normalmente attende il terzo settore, tra l’altro con una ricaduta occupazionale importante. Ennio Montefusco (sindacato Satos) ha formulato il quesito di fondo: la scuola per l’infanzia è scuola o un servizio generico di assistenza per le famiglie? Se è scuola, a luglio deve fermarsi e fare spazio ad altro. Biancalbina Francesconi (Flc Cgil) ha confermato che da tempo manca una riflessione seria sul ruolo di questo comparto educativo, che profonde un grande impegno purtroppo non riconosciuto dalle istituzioni. Mancano del tutto anche i dati statistici su cui ragionare.

 

Tra i capigruppo presenti, il primo a intervenire è stato Claudio Cia (Fratelli d’Italia): ''Non possiamo accettare che la scuola abbia anche solo la sensazione di non essere ascoltata e considerata. La politica deve confrontarsi con tutti oppure non rappresenta nessuno. Quindi dialogo subito e approfondito''. Filippo Degasperi (Onda Civica) ha ricordato che già nel 2005 ci fu un primo tentativo di fare scuola estiva, nel campo della formazione professionale. ''E’ sbagliato - ha chiarito - perché si snatura il sistema educativo, chiedendogli di fare altro da sé. Questo è un aspetto non negoziabile, un motivo per dire no e basta''.

 

Sara Ferrari (Pd) ha osservato che da qui a luglio ci sono tre mesi utili per ragionare e vedere se le oggettive difficoltà delle famiglie a conciliare lavoro e figli si possano risolvere senza umiliare un comparto d’eccellenza come la scuola per l’infanzia trentina, cui sono iscritti poco più di 14 mila bambini. ''Ovvio - ha aggiunto Ferrari - che se il questionario del presidente Fugatti chiede alle famiglie l’interesse a poter sistemare il figlio a luglio per 50 euro, la risposta sarà massicciamente positiva. Ma si può ragionare su soluzioni alternative''.

 

Paolo Zanella (Futura) ha spiegato che la pandemia ha fatto emergere un limite del nostro welfare: i servizi di conciliazione famiglia/lavoro oggi non sono universalistici e accessibili a tutti. L’idea degli asili aperti a luglio, poi, quanti enti del terzo settore andrebbe a penalizzare? ''Davvero - ha detto il consigliere - non si può risolvere organizzando un mese di luglio coperto da servizi conciliativi per tutti coloro che ne hanno bisogno?''. Alex Marini dei 5 Stelle ha invitato a riflettere anche sul metodo di approcciare questi problemi, sperimentando soluzioni nuove di coinvolgimento democratico e di ascolto della cittadinanza.

 

Sulla questione è intervenuta anche Lucia Coppola che, come detto, era stata insieme a Zanella, tra i promotori dell'incontro. ''Ho cercato di collegarmi on line alla seduta - ha raccontato - e mi è stato impedito di partecipare. Beffa nella beffa sono stata citata come la persona che ha richiesto l'incontro ma mi è stato negato il diritto a partecipare. Non comprendo questo tipo di decisione. Questo era un incontro con soggetti esterni al Consiglio provinciale, come tanti ne sono stati organizzati negli anni, aperti a tutti i consiglieri, quando si sono dovuti affrontare problemi, rilevanti politicamente, sollevati da lavoratori, sindacati o altro. Pur amareggiata per una esclusione che non comprendo, voglio comunque rimarcare che l’obiettivo delle insegnanti è quello di creare le condizioni migliori per un pieno e sereno sviluppo delle potenzialità di tutti i bambini, in particolare per i più fragili. La scuola dell'infanzia è il primo gradino dell’ordinamento scolastico, è aperta dal 1 settembre al 30 giugno e durante l'estate le cooperative e le associazioni hanno messo in campo, già da anni, centri estivi presso le strutture scolastiche, avendo un compito più ricreativo che formativo, quello che invece caratterizza la scuola dell’infanzia''.

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