C'è un'assemblea sindacale e le scuole dell'infanzia chiudono prima, i genitori: ''Perché?''. Cgil: ''Non riusciamo a relazionarci con la Pat''
Il mondo della scuola, come tutti i settori economici e sociali, vive momenti difficili. I genitori: "Sono necessari segnali di professionalità e responsabilità da parte dell'amministrazione pubblica e dei rappresentanti delle parti sociali". Mazzacca (Flc Cgil): "Nessuna risposta dalla Pat. Questa assemblea è di interesse generale in quanto riguarda la sicurezza, anche quella di famiglie e minori. Non è un'azione di protesta ma di informazione"

TRENTO. "Le famiglie e i bambini, gli insegnanti e il personale non docente hanno affrontato tante complessità e adesso un servizio essenziale viene sospeso per un'assemblea sindacale". Così alcune mamme di piccoli che frequentano le scuole dell'infanzia e che si sono trovate prima un cartello di avviso sulla porta e successivamente sono stati raggiunti da una comunicazione a 24 ore dall'appuntamento.
"La gestione della scuola dell'infanzia è tanto importante come la tutela dei diritti dei lavoratori del settore - dicono i genitori - ma è fondamentale trattarlo come un servizio essenziale. Essenziale per tutti cittadini: bambini o adulti, genitori e non; lavoratori e fruitori. Non è accettabile che i servizi essenziali non vengano garantiti se i lavoratori esercitano il diritto di assemblea. In diversi settori (pubblici e privati) sono state trovate soluzioni affinché non avvengano conflitti con i servizi essenziali".
Tanta apparenza e un tour della Provincia in asili e scuole dell'infanzia che è ripartita in questa fase dell'emergenza coronavirus, ma la sostanza è quella di tantissime variabili nell'applicare le procedure di ingresso dei piccoli nelle strutture. Una riapertura piuttosto caotica tra la fuga in avanti di piazza Dante e la levata di scudi degli attori del settore per l'assenza delle linee guida (Qui articolo), quindi i protocolli arrivati in ritardo e la ripartenza scaglionata a seconda delle diverse esigenze degli enti (Qui articolo).
E ci sono modalità operative con applicazioni diverse, tanto che alcuni asili e scuole non lascerebbero riprendere il piccolo prima dell'orario di chiusura e altri che invece non prevederebbero limitazioni. Insomma, si va in ordine sparso (Qui articolo).
Nelle scorse settimane è poi arrivato anche un primo ricorso. L'avvocato Daniele Spena ha, infatti, chiesto l'annullamento in autotutela del provvedimento che ha respinto la domanda di rientro di un minore da parte dell'Asif Chimelli di Pergine: ''E' incomprensibile che si decida di riaprire per qualcuno ma per qualcun altro no mentre tutto il resto torna a regime'' (Qui articolo). E ancora i territori a vocazione turistica che si sono lamentati in quanto non si sarebbe tenuto conto della specificità del calendario in alcune aree (Qui articolo).
In questa fase non tutti i piccoli sono stati ammessi e il futuro appare ancora quantomai incerto. Nell'ultima commissione l'assessore Mirko Bisesti ha preso il treno (con selfie) per correre da Matteo Salvini a Roma, lasciando la dirigente a rispondere ai consiglieri provinciali e incontrare gli insegnanti (Qui articolo). E intanto i genitori si trovano a dover incassare una "chiusura anticipata" delle scuole dell'infanzia e restano spiazzati.
"E' stata indetta un'assemblea sindacale - si legge nella comunicazione - per il personale ausiliario, alla quale sia il cuoco che le addette d'appoggio aderiranno. Vi comunichiamo quindi l'organizzazione della scuola stabilita dai nostri dirigenti e responsabili, nel rispetto del vigente protocollo, che ci è stata inviata per mail".
La scuola viene aperta dalle 8.15 alle 13.15, pranzo compreso. "Il servizio trasporto non sarà attivato. L'entrata - prosegue la comunicazione - sarà gestita come sempre in questo periodo". E in alcuni casi ci sono 5 minuti per riprendere il proprio figlio.

Il mondo della scuola, come tutti i settori economici e sociali, vive momenti difficili. "Crediamo che questo sia il momento per ripensare e rispettare con azioni reali la serietà del settore scolastico e la professionalità di tutti gli operatori. Sono necessari - aggiungono le famiglie - segnali di professionalità e responsabilità da parte dell'amministrazione pubblica e dei rappresentanti delle parti sociali. Devono trovare insieme una soluzione, soprattutto per i mesi che ci aspettano, a questo inutile e non voluto elemento di disagio per la comunità, le famiglie e i bambini".
I sindacati spiegano la propria posizione. "Abbiamo provato in tutti i modi a relazionarci con la Provincia tra richieste di incontri e tavoli permanenti per delineare il prossimo futuro e avere risposte. Il personale tutto - commenta Cinzia Mazzacca, segretaria generale della Flc Cgil - è evidentemente in allarme e chiede tanto chiarezza quanto trasparenza. Questa assemblea è di interesse generale in quanto riguarda la sicurezza in senso lato, anche quella di famiglie e minori. Non è un'azione di protesta ma di informazione".
Un panorama che resta caotico tra protocolli che vengono interpretati in modo più o meno difensivo dagli istituti, senza uniformità. "Non è stato condiviso, sono mancati i momenti di formazione e informazione in quanto tutto è stato portato avanti in modo frettoloso da piazza Dante. Manca una regia della Provincia: la scuola dell'infanzia dovrebbe essere il primo settore a ripartire il 3 settembre ma è l'ultimo a essere affrontato. Manca un mese e mezzo, ancora non c'è nulla sul tavolo da parte dell'amministrazione provinciale", conclude Mazzacca.














