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Scuola dell'infanzia, fronte compatto in val di Fassa. Tutti gli istituti scrivono a Fugatti e Bisesti (ecco le lettere) per cambiare le regole

Non solo la scuola dell'infanzia Maria Assunta di Moena si è rivolta alle amministrazioni provinciali e comunali per segnalare che la metà dei bimbi è rimasta esclusa dall'accesso all'istituto per una norma "discriminatoria e che si basa esclusivamente sul lavoro dei genitori". Zone a vocazione turistica che lamentano la poca considerazione della specificità del territorio per quanto riguarda l'estate

Di Luca Andreazza - 28 giugno 2020 - 19:38

MOENA. "La politica avrebbe potuto individuare modalità di partecipazione differenziate per permettere a tutti di ricominciare l'esperienza di via comunitaria". "La scuola deve essere un diritto garantito a ciascun bambino, non un privilegio per pochi". "Non ricomprendere tra le misure a sostegno della ripresa economica del Trentino l'accesso ai servizi, quali la scuola dell'infanzia, vitali per la comunità, comporta la diminuzione delle capacità lavorative dei nuclei familiari e di conseguenza la riduzione delle risorse disponibili per investimenti e spese delle famiglie". Questi alcuni concetti nelle lettere indirizzate ai vertici della Provincia, il presidente Maurizio Fugatti e l'assessore Mirko Bisesti, dai genitori degli istituti di Vigo e San Giovanni, Campitello e Pera

 

Non solo la scuola dell'infanzia Maria Assunta di Moena si è rivolta alle amministrazioni provinciali e comunali per segnalare che la metà dei bimbi è rimasta esclusa dall'accesso all'istituto per una norma "discriminatoria e che si basa esclusivamente sul lavoro dei genitori", praticamente tutte le realtà della val di Fassa si sono interessate alla questione per un fronte comune che riguarda un po' tutto il Trentino (Qui articolo). 

 

Un altro tema molto sentito è quello del calendario scolastico turistico. Nel licenziare le linee guida la Pat avrebbe compiuto l'ennesimo pasticcio nella questione e sembra essersi dimenticata una parte dell'organizzazione. Le aree a vocazione turistica seguono altri percorsi proprio per la specificità del territorio. 

 

In questi casi si è sempre previsto in modo regolare l’apertura nei mesi di luglio e agosto è sempre stata una regolarità in quanto queste strutture seguono il calendario scolastico turistico che prevede la chiusura nei mesi di giugno e  settembre e l’apertura in luglio e agosto. Questo per far fronte alle esigenze delle famiglie fortemente impegnante nel settore turistico.

 

Un altro elemento è quello relativo alle interpretazioni delle linee guida. Sembra esserci un'assenza di coordinamento e regia da parte dell'assessorato. Ok i protocolli ma la responsabilità sembra essere lasciata in capo alle singole realtà per trovare un equilibrio nell'organizzazione.

 

E se tra colleghi ora si può fare quasi tutto, per i piccoli che sono in fondo "colleghi" di scuola non sembra esserci una presa di posizione chiara sull'estensione dei "conviventi", come da ordinanza del 13 giugno scorso del presidente Maurizio Fugatti, che qualche problema potrebbe risolverlo.

 

"Considerato che resta fondamentale per il contenimento della diffusione del contagio - si legge nel dispositivo - il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, tuttavia, alla luce del predetto costante decremento dell'andamento epidemico sul territorio provinciale ed in considerazione dell'allentamento delle misure restrittive alla circolazione delle persone, appare ragionevole disporre che il rispetto di tale distanza non sia obbligatorio tra le persone 'conviventi', inteso tale termine in senso atecnico ed estensivo, ossia quali persone che abbiano tra loro rapporti di frequentazione abituale e non siano necessariamente coabitanti (l'asserzione di tale circostanza afferisce alla responsabilità individuale".

 

Sono comunque diverse le lettere indirizzate ai vertici di piazza Dante, l'ultima è quella del Comitato di gestione dei genitori della scuola dell'infanzia di Pergine e di Roncogno (Qui articolo), quindi quella  una mamma di San Giovanni di Fassa che ha interessato le massime autorità provinciale per chiedere di smetterla con questa discriminazione che colpisce i bambini fino a ieri iscritti e oggi non ammessi per la professione che fanno i loro genitori (Qui articolo) e regole che sembrano venire applicate in modo diverso in quanto mancherebbe un coordinamento tra le varie strutture (Qui articolo).

 

Nel frattempo si è risolta positivamente una vicenda simile a quella segnalata dalla mamma che si è vista escludere il piccolo, ma solo dopo un atto formale, quello dell'avvocato Daniele Spena, che vista respinta la sua richiesta di far rientrare suo figlio alla scuola dell'infanzia Chimelli di Pergine aveva inviato una pec all'istituto per chiedere di ''annullare in autotutela - così si leggeva nel testo - per vizi di costituzionalità, il vostro provvedimento di data 10.6.2020, con il quale comunicavate agli odierni istanti il non accoglimento della richiesta del minore (...) di frequentazione delle ultime settimane dell'anno educativo 2019-2020 presso la scuola dell'infanzia Gb Chimelli'' (Qui articolo).

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27 novembre - 04:01

Mentre dal 15 al 25 novembre i positivi comunicati da Fugatti e Segnana ai trentini sono passati da 3.099 a 2.461 quelli veri a Trento città sono passati da 2.240 a 2.500 e mentre il livello di contagio pare stabile i dati comunicati dalla Pat fanno salire enormemente il gap con tutti gli altri territori nel rapporto tra positivi e ricoveri, decessi e terapie intensive (dati, questi, che non si possono interpretare) e anche l'ex rettore Bassi conferma: ''Con impegno e costanza degni di miglior causa, il Trentino è riuscito a emergere nel panorama nazionale come una anomalia sempre più evidente''

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