Contenuto sponsorizzato

I figli degli stranieri esclusi dagli aiuti: “Non si discrimini sulla pelle dei più piccoli”. L’appello di Cgil, Cisl, Uil e Acli: “Cancellare il vincolo dei 10 anni di residenza”

Cgil, Cisl, Uil e Acli chiedono di rimuovere “questa ingiustizia” e modificare la norma adeguandola ai criteri previsti a livello nazionale: “Discriminare è sempre sbagliato, farlo sulla pelle dei bambini è inaccettabile”

Di Tiziano Grottolo - 08 giugno 2021 - 12:54

TRENTO. Sta procedendo a un ritmo di circa 100 firme al giorno la petizione online lanciata da Cgil, Cisl, Uil e Acli trentine per chiedere alla Giunta di modificare le regole dell’assegno di natalità provinciale che oggi escludono tutti i bambini e le bambine nati in Trentino da genitori che non sono residenti in Italia da almeno dieci anni. Una scelta che per i promotori dell’iniziativa “discrimina i piccoli ancora nella culla”.

 

“I bambini – si legge nell’appello – sono tutti uguali, vanno garantite a tutti le stesse opportunità. Non si discrimini sulla pelle dei più piccoli”. Questo è un problema che riguarda in particolare il Trentino perché (come spiegava il consigliere Ugo Rossi che ha sottoscritto la petizione) nel resto d’Italia si è corsi ai ripari e il 30 marzo scorso il Parlamento italiano, con tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, ha votato la legge delega sull’assegno universale per le famiglie condividendo la scelta di limitare il requisito della residenza in Italia a soli due anni per accedere alla misura.

 

 

Anche Veneto e Friuli Venezia Giulia, regioni vicine alla maggioranza che governa Piazza Dante, non hanno imposto dei vincoli così discriminatori limitandosi al massimo alla richiesta dei due anni di residenza in regione. “Invece in Trentino, nella terra che si fregia di essere attenta alle famiglie e che ha fatto del marchio Family un suo punto di forza, si fanno differenze tra bambini appena nati – sottolineano i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti con il vicepresidente delle Acli Walter Nicoletti – siamo sempre stati convinti che gli aiuti devono selezionare sulla base delle condizioni economiche delle famiglie, non della loro provenienza, soprattutto quando in ballo c’è il futuro dei più piccoli e con loro quello della nostra comunità”.

 

Alla base dell’appello c’è un intento propositivo. “Nessuna polemica – proseguono i promotori della petizione – ma la volontà di ragionare insieme per continuare a far sì che il Trentino sia una terra di opportunità e accoglienza per tutti coloro che qui stanno costruendo le loro esistenze. Siamo consapevoli della fatica e delle difficoltà che il processo di integrazione richiede. Anche l’ultimo fatto di cronaca accaduto a Ranzo lo dimostra. Non è pensabile né accettabile, però, che la strada per rendere migliore e più forte la nostra comunità sia la discriminazione e l’esclusione”. Proprio per questo alla Giunta e al Consiglio provinciale si chiede di rimuovere “questa ingiustizia” e modificare la norma trentina adeguandola ai criteri previsti a livello nazionale per l’assegno unico e universale: “Discriminare è sempre sbagliato, farlo sulla pelle dei bambini è inaccettabile”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 23 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
24 giugno - 11:54
Manifestazione in piazza Dante a Trento per il personale delle scuole d'infanzia. Stefania Galli: "Abbiamo una legge voluta dai trentini che ha [...]
Politica
24 giugno - 11:07
I sindacati hanno incontrato i rappresentanti della Pat e la Sac Costruzioni per discutere le condizioni dei lavoratori impegnati nei cantiere [...]
Politica
24 giugno - 06:01
In aula è andato in scena un duello fra Dallapiccola e il presidente Fugatti che è apparso in difficoltà nel giustificare le scelte della Giunta [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato