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Tra apertura a luglio e svalutazione del ruolo, l'allarme di 120 docenti: "In Trentino la politica ha abbandonato la scuola d'infanzia. Bisogna cambiare direzione"

"La direzione che sta prendendo la scuola dell'infanzia in Trentino è quella del disconoscimento e della legittimazione della professionalità degli insegnanti". Mentre tanto si discute sull'apertura a luglio, 120 docenti scrivono al Dolomiti. "Necessaria una riorganizzazione del settore"

Di Davide Leveghi - 25 March 2021 - 10:53

TRENTO. “La direzione che sta prendendo la scuola dell'infanzia trentina è quella del disconoscimento e della delegittimazione della professionalità delle insegnanti all'interno della scuola”. È questo il cuore della lettera aperta inviata al nostro giornale da 120 insegnanti della scuola d'infanzia. Mentre la stampa provinciale ospita infatti il dibattito sull'opportunità di tenere aperto anche in luglio, prolungando il servizio anche in estate inoltrata (QUI una lettera di una madre e insegnante), da parte del mondo docente rimbalza una domanda: qual è la considerazione attuale nei confronti del nostro lavoro?

 

La questione non si limita dunque ad aprire o chiudere, prolungando un anno scolastico travagliato a causa delle misure anti-Covid. La proposta, lanciata da Roma ma ripresa anche dalle autorità provinciali, riporta sul tavolo delle tematiche di ben più ampio respiro, che riguardano il ruolo che la società ripone nella scuola, e in particolare nella scuola dell'infanzia, e di conseguenza le responsabilità che si vogliono affidare agli insegnanti.

 

Sul banco degli imputati, come spesso accade, c'è la politica, che decide e impone dei cambi di rotta e di prospettiva. Le sue decisioni, si dice nell'accorata lettera delle 120 insegnanti, producono nel comparto “senso di solitudine e di abbandono”. E questo perché le criticità “ripetutamente esplicitate” non sono “mai accolte a livello di pensiero e di scelte politiche”. Fra turnazioni massacranti e crescenti responsabilità (estranee a quelle che per statuto dovrebbero avere gli insegnanti), la situazione diviene sempre più insostenibile.

 

Pubblichiamo qui di seguito la lettera:

 

 

 

 

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