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Sait, quarto giorno di sciopero, sindacati e lavoratori: ''Adesso basta, la politica deve schierarsi dalla nostra parte''

Quattro giorni di sciopero che ha coinvolto oltre 200 lavoratori e causato la chiusura di sette punti vendita. Anche a Rovereto la mobilitazione contro la disdetta del contratto integrativo. Caramelle: "I lavoratori hanno deciso di alzare la testa, la strategia di Sait non può unicamente essere quella dei licenziamenti"

Di Tiziano Grottolo - 27 ottobre 2018 - 20:34

ROVERETO. Dovrebbe concludersi, almeno per il momento, la serie di scioperi che ha coinvolto i lavoratori del consorzio Sait che gestisce direttamente una ventina di esercizi commerciali con insegna ‘Coop Trentino’, oltre ad occuparsi della distribuzione dei prodotti e della gestione dei servizi collegati alla vendita.

 

I lavoratori e le principali sigle sindacali di settore, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, hanno deciso di mobilitarsi contro la disdetta dei contratti integrativi voluta dall’azienda. Ogni dipendente dovrebbe rinunciare pertanto a circa 3.000 euro lordi in busta paga e per molti questa richiesta è suonata come una beffa, soprattutto alla luce degli 80 licenziamenti avvenuti a inizio anno.

 

Tre giorni di scioperi che da mercoledì scorso hanno causato la chiusura di 7 punti vendita, mentre ieri sono stati cinque i negozi chiusi, al fronte di una mobilitazione che ha visto scendere in strada fino a 200 lavoratori.

 

Oggi una cinquantina di dipendenti Sait hanno scelto spontaneamente, ma con il sostegno dei sindacati, di incrociare le braccia per la quarta giornata consecutiva dandosi appuntamento all’ingresso del negozio di Viale Trento, che è comunque rimasto aperto.

 

Gli scioperanti hanno distribuito un volantino: “Missione risparmio sui lavoratori – La Coop non sei più tu – Contro la proposta Sait che a partire dai licenziamenti, cancella di fatto il contratto integrativo e fa venir meno 50 anni di conquiste salariali e di diritti fondamentali”.

 

Nel frattempo veniva chiesto ai clienti, per oggi, di non fare compere in quel punto vendita e di tornare domani. In molti casi i clienti si sono dimostrati solidali con gli scioperanti, venendo accompagnati da fragorosi applausi.

 

Negli altri casi le persone che hanno scelto comunque di entrare non sembrano essere stati fermati. Questa forma di protesta sembra aver riscosso molto successo tant’è che il negozio è rimasto semideserto per tutta la mattinata. Tra i pochi clienti di oggi c’è stato Federico Bertolini (Responsabile amministrazione del personale) che non ha commentato la situazione.

 

"Credo che nella storia di quest’azienda - dice Roland Caramelle, segretario della Filcams Cgil - non si siano mai visti quattro giorni consecutivi di mobilitazione. Questa è la prova che i lavoratori hanno deciso di alzare la testa, la strategia di Sait non può unicamente essere quella dei licenziamenti e dei tagli dei costi legati ai contratti dei lavoratori”.

 

Giovedì scorso invece, si è concluso con un nulla di fatto l’incontro tra i rappresentanti sindacali e il presidente del consorzio Sait Renato Dalpalù. Le trattative si sono arenate.

 

Ma quale sarà la strategia dei sindacati da qui in avanti? Sembra che già il mese prossimo sia in previsione una riunione tra tutti i delegati delle tre realtà: Alto Garda, Superstore e Sait per tentare di coinvolgere un maggior numero di lavoratori che, stando a quanto affermano i sindacati, affrontano le stesse difficoltà.

 

Inoltre sarà chiesto un incontro anche con il Consiglio d’amministrazione. "Per chiedere se anche il Cda appoggi in queste politiche o se invece pensa che i principi ispiratori della cooperazione siano ben altri. Abbiamo intenzione – conclude Caramelle – di chiedere una risposta forte anche da parte della Federazione delle Cooperative che sta coprendo questa macelleria sociale”.

 

Anche il mondo della politica trentina sembra abbia iniziato a muoversi, alcuni esponenti di diverse forze politiche hanno incontrato i lavoratori: “Fa sempre piacere raccogliere la solidarietà del mondo politico - spiegano questi ultimi - ma pretendiamo delle risposte concrete, è arrivato il momento di schierarsi dalla nostra parte. Non esistono vie di mezzo, chiediamo la ripresa immediata delle trattative”. 

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