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Trento
19 dicembre | 12:54

Contratto scaduto da 5 anni, il 22 dicembre scioperano lavoratori e lavoratrici di commercio, turismo e servizi: "Buste paga ferme mentre il costo della vita è esploso"

Sono 60mila in Trentino i dipendenti coinvolti, cinque milioni in Italia. Cgil, Cisl e Uil: "L’inflazione si è portata via una fetta consistente del potere d’acquisto di chi opera in questi settori; inoltre c'è il rischio di un peggioramento delle condizioni di lavoro. La situazione è inaccettabile"

Contratto scaduto da 5 anni, il 22 dicembre scioperano lavoratori e lavoratrici di commercio
di S.M.

TRENTO. Attendono il rinnovo del contratto da cinque anni. Sono i lavoratori e lavoratrici del settore commercio, turismo e servizi, 60 mila in Trentino e cinque milioni in Italia.

 

Venerdì 22 dicembre incroceranno le braccia per otto ore. La protesta è stata indetta a livello nazionale dalle sigle sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

 

La situazione non più tollerabile – dicono le parti sociali - perché, mentre le buste paga sono rimaste ferme e l’inflazione si è portata via una fetta consistente del potere d’acquisto di chi opera in questi settori, le aziende hanno continuato a fare profitto scaricando sui consumatori gli aumenti. Siamo arrivati al paradosso che in alcuni comparti anche in Trentino i lavoratori e le lavoratrici non possono permettersi di mettere nel carrello i beni che vendono” dicono ancora Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Stefano Picchetti, segretari provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs.

 

Lavoratori e sindacati denunciano anche il rischio di peggioramento delle condizioni di lavoro. “Il ricatto delle aziende è, infatti, proprio questo – dicono: - concessione di maggiore salario solo con meno diritti. E’ il caso di Confcommercio che vorrebbe tornare indietro sulla quattordicesima e sui permessi retribuiti o del turismo dove si vorrebbero cancellare scatti di anzianità e permessi retribuiti”.

 

Una situazione che per le organizzazioni sindacali è inaccettabile. “Le imprese continuano a pretendere flessibilità estrema e allo stesso tempo non sono disposti ad un solo passo avanti verso le richieste dei lavoratori”.

 

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