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A22, domenica sciopero dei casellanti. I sindacati: ''L'azienda ha scelto di non riattivare un centinaio di contratti stagionali''

Lo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti riguarderà le ultime quattro ore dei turni diurni (mattina, pomeriggio e sfalsato) di domenica 26 luglio 2020 e le ultime 4 ore del turno notturno di lunedì 27 luglio 2020. Lunedì si fermeranno, sempre per quattro ore, anche gli addetti ai centri servizio

Pubblicato il - 22 luglio 2020 - 16:03

TRENTO. I lavoratori dell'Autobrennero contro la decisione aziendale di non rinnovare un centinaio di contratti a tempo determinato. Da qui la decisione di uno sciopero dei casellanti che si terrà domenica 26 luglio.

 

Dopo l’ennesima fumata nera sul tema del potenziamento degli organici per il personale dell’A22 addetto ai caselli e “vista l’indisponibilità dell’azienda di procedere, come in passato, all’assunzione di lavoratori a tempo determinato” hanno spiegato i sindacati, tra domenica e lunedì i casellanti incroceranno le braccia su tutta la tratta, da Modena al Brennero.

 

Lo sciopero indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti riguarderà le ultime quattro ore dei turni diurni (mattina, pomeriggio e sfalsato) di domenica 26 luglio 2020 e le ultime 4 ore del turno notturno di lunedì 27 luglio 2020. Lunedì si fermeranno, sempre per quattro ore, anche gli addetti ai centri servizio.

In ballo ci sono in centinaio di contratti stagionali, che ad oggi l’azienda ha scelto di non riattivare. “Una decisione che non condividiamo – chiariscono le tre sigle -. Il comparto dell’esazione ha problemi di carenza di organico, anche a causa della mancata copertura del turn over. Da mesi si vive una situazione di emergenza, sopperendo alla necessità sia attingendo alla flessibilità di sistema, sia abbassando la qualità del servizio erogato. Alla luce di questa decisione e con la ripresa del traffico risulta incomprensibile la scelta di A22”.

Ad oggi, terminata la fase di lockdown, stante il graduale recupero dei livelli di traffico pre-crisi, pur terminata la cassa integrazione e richiamati in servizio tutti i lavoratori, non sono ancora stati ripristinati i livelli di servizio preesistenti nelle stazioni e nei centri servizi, denunciano i sindacati. Per rispondere alla carenza di organico ai caselli è stato necessario richiamare operatori dedicati ad altre mansioni, quali corrieri ed impiegati.

A tutto ciò si aggiunge la situazione di grande incertezza in cui si trovano un centinaio di lavoratori in attesa del contratto. “Si tratta di lavoratori precari e dunque per necessità più fragili, soprattutto in questa fase post pandemia con il mercato del lavoro bloccato. E’ ora che A22 si faccia carico di questi lavoratori, dimostrando anche in questa occasione attenzione e responsabilità verso il territorio su cui opera”, sostengono i sindacati.

 

I sindacati puntano il dico contro l’atteggiamento assunto da Via Berlino che in questi giorni, spiegano, ha chiesto a propri dipendenti, che in passato sono stati addetti all’esazione ed oggi ricoprono altri ruoli, di spostarsi sui caselli sul fine settimana. Dunque anche il prossimo quando è in programma lo sciopero. “Pur consapevoli che nessun lavoratore è obbligato ad accettare la richiesta della società appare quantomeno scorretto il comportamento di A22. Ci auguriamo torni sui propri passi o, in caso contrario, valuteremo la segnalazione per attività antisindacale. Ci appelliamo anche alla solidarietà tra colleghi perché non mettano in atto azioni che possono vanificare la protesta di alcuni di loro”, aggiunge in conclusione Stefano Montani, segretario della Filt Cgil in conclusione.

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