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I lavoratori di A22 proclamano lo stato d'agitazione. Montani (Filt): "Utili da 87 milioni nel 2019 ma la società non ha risorse per l'occupazione"

Di fronte al silenzio di A22 alle richieste di rinnovare i contratti stagionali a circa 100 lavoratori, i sindacati hanno deciso di indire lo stato d'agitazione. Troppo lampante, a loro giudizio, la discrepanza fra gli utili netti del 2019 (quasi 90 milioni di euro) e le scarse ricadute in termini occupazionali. Montani (Filt-Cgil): "Di fronte a queste cifre viene da pensare che gli unici per cui non ci sono risorse sono i lavoratori"

Pubblicato il - 01 July 2020 - 16:31

TRENTO. Stato d'agitazione fino a quando A22 non darà garanzie per il ritorno alla situazione pre-Covid. È questa la situazione sul fronte sindacale per i lavoratori stagionali dell'autostrada del Brennero, protagonisti nella giornata di mercoledì 1 luglio di una protesta nei confronti della società che gestisce l'arteria autostradale.

 

Sono circa 100 coloro che attendono di avere novità sul contratto stagionale, ma da via Berlino, luogo della sede di A22, tutto tace. La denuncia arriva dal segretario di Filt-Cgil Stefano Montani: “Alla luce della ripresa della circolazione che prevede traffico sostenuto nei fine settimana, troviamo non giustificato anche solo paventare di non procedere ad assunzioni di personale stagionale da adibire ai caselli. A22 ha il dovere di continuare, come fatto in passato, di sostenere ricadute economiche sui territori che attraversa, non solo in termini di investimenti in manutenzione e di infrastrutture, ma anche in termini occupazionali”.

 

Ripartito il traffico, dunque, i sindacati esortano la società affinché si sciolga il nodo dei contratti. La chiusura in positivo del 2019, con un utile netto di 87,1 milioni di euro e dei dividendi ai soci per 35,2 milioni, giustificherebbero infatti un modus operandi più chiaro e favorevole alle decine di lavoratori e lavoratrici che operano con contratti stagionali. “Sulla base di queste cifre – ironizza Montani – viene da pensare che gli unici per cui non ci sono risorse sono i lavoratori”.

 

Tra gli altri aspetti critici da risolvere v'è inoltre il ricorso ridotto allo smart working per il personale della sede, che con la nuova modifica dell'orario dovrà rientrare al lavoro il sabato. Implementato rispetto alla fase iniziale, il lavoro da remoto rimane comunque troppo poco utilizzato, denuncia il sindacato. Sono 70 i lavoratori e le lavoratrici che così, per completare il loro orario settimanale, dovranno recarsi sul posto di lavoro il sabato.

 

“E' una scelta non giustificabile in termini di produttività – attacca Montani – infatti con le attività, le aziende e i cantieri che operano sulla stratta della A22 sono fermi nella giornata di sabato”. Per questo motivo, il sindacato conferma, fino ad avvenuta risposta da parte della società che controlla l'autostrada, dello stato d'agitazione.

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