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Trentino Digitale, sciopero dei lavoratori per chiedere attenzione. I sindacati: ''La Pat si rifiuta di incontrarci e chiude la porta a chiave. Tante promesse ma nessun fatto''

Un atteggiamento che ha suscitato delusione e tensione tra i tanti dipendenti già oggi fermi per otto ore e si sono presentati fuori dal palazzo di piazza Dante per protestare: "Un grido d’allarme a cui fino a questo momento, però, la Provincia e il Consiglio di amministrazione hanno risposto in modo generico o con il silenzio"

Pubblicato il - 17 settembre 2020 - 19:07

TRENTO. Un’altra giornata di sciopero. E’ questo quanto hanno deciso i lavoratori e le lavoratrici di Trentino Digitale, dopo che questa mattina, giovedì 17 settembre, nessuno dei rappresentanti della Giunta provinciale e dei dirigenti competenti ha trovato tempo di incontrare una delegazione sindacale e dare loro le risposte che attendono sul futuro della società.

 

Un atteggiamento che ha suscitato delusione e tensione tra i tanti dipendenti già oggi fermi per otto ore e si sono presentati fuori dal palazzo di piazza Dante per protestare.

"Nonostante fossero al corrente del presidio nessuno dei rappresentanti della Pat ha trovato il tempo per incontrare la delegazione sindacale, ma addirittura hanno chiuso a chiave la porta dell'entrata", commentano Aura Caraba (Fiom Cgil), Luciano Remorini (Fim Cisl) e Willy Moser (Uilm Uil), che aggiungono: "Quando ci si presenta per denunciare dei problemi oggettivi e la controparte ti chiude a chiave la porta in faccia, il risultato è quello di esacerbare ulteriormente gli animi".

 

Da qui la scelta dei sindacati di proclamare un’altra giornata di protesta. La data verrà definita nei prossimi giorni sulla base di quanto prevede la normativa per i servizi essenziali. "I lavoratori - proseguono le parti sociali - chiedono trasparenza e certezze per il futuro di Trentino Digitale. Nonostante le promesse dell’assessore Achille Spinelli, ormai oltre un anno e mezzo fa, non c’è traccia di un piano industriale, manca il direttore generale e, dopo i fatti giudiziari che hanno coinvolto Roberto Soj, non c’è più nemmeno il presidente".

La società, nata dalla fusione di Informatica trentina e Trentino network, rappresenta oggi una società di sistema alla quale sono delegati i servizi informatici e i processi di digitalizzazione avviati per la Provincia e i Comuni del territorio, senza dimenticare quelli per i cittadini e le imprese. Ma Trentino Digitale è reduce dalle dimissioni del suo presidente Roberto Soj, uomo di fiducia dell'assessore Achille Spinelli, a causa di una condanna a 3 anni e 8 mesi (Qui articolo).

 

"Questa situazione di stallo - continuano i sindacati - ha portato a ritardi sulle decisioni fondamentali per lo sviluppo strategico della società o, peggio, alla mancanza di decisioni che hanno poi precluso sviluppi in un settore (quello Ict) in cui la dinamicità e l’evoluzione è fondamentale. Da anni lavoratori e sindacati denunciano lo stato di autogestione e l’impossibilità di una vera e concreta crescita professionale e salariale: non pochi sono stati i colleghi che hanno rassegnato le dimissioni per scegliere percorsi lavorativi diversi".

Sono ancora tante le criticità che vengono registrate in Trentino Digitale, società che chiede maggiori attenzioni. "La conseguenza di questo lento depauperamento rischia di non garantire, già nel breve termine, la sostenibilità di vari servizi. Un grido d’allarme a cui fino a questo momento, però, la Provincia e il Consiglio di amministrazione hanno risposto in modo generico o con il silenzio", concludono Caraba, Remorini e Moser.

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