Contenuto sponsorizzato
| 22 apr 2025 | 18:14

"Rinnovo del contratto, sicurezza sul lavoro, riduzione orario e aumento salari", nuovo sciopero dei metalmeccanici. I sindacati: "Serve invertire la rotta"

Non si ferma la protesta dei lavoratori metalmeccanici, proclamate dalle sigle Fim-Fiom-Uilm un altro sciopero che coinvolgerà anche le aziende trentine

"Rinnovo del contratto, sicurezza sul lavoro, riduzione orario e aumento salari", nuovo sciopero dei metalmeccanici
di Redazione

TRENTO. Non si ferma la protesta dei lavoratori metalmeccanici per l'apertura di una vera trattativa sul contratto nazionale: dopo la manifestazione del 28 marzo, mercoledì 23 aprile sono state proclamate dalle sigle Fim-Fiom-Uilm altre 8 ore di sciopero che coinvolgeranno anche le aziende trentine.

 

Le RSU, si legge in una nota, stanno organizzando azienda per azienda le fermate in modo articolato, per massimizzare l’efficacia degli scioperi sulle produzioni, mentre nelle aziende meno sindacalizzate e in quelle che operano nei servizi essenziali è previsto uno sciopero per l’intera giornata.

 

Alle lavoratrici e lavoratori col contratto nazionale dell’Industria Metalmeccanica, viene specificato, nelle mobilitazioni si è aggiunto ora chi opera nelle aziende che applicano il ccnl della Piccola Industria Metalmeccanica: anche le parti datoriali della Piccola Industria, ossia Unionmeccanica e Confapi, hanno abbracciato la linea di Federmeccanica e Assistal, vale a dire la totale indisponibilità a discutere di salario nei rinnovi contrattuali.

 

Le organizzazioni sindacali di categoria (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil) chiedono con forza “che le aziende accantonino le posizioni provocatorie e ideologiche e che si apra una vera trattativa, per giungere a siglare un rinnovo contrattuale che garantisca aumenti certi del valore dei salari, riduzione del precariato e investimenti sulla prevenzione degli infortuni, nonché che si inizi a ragionare concretamente di riduzione dell’orario di lavoro”.

 

Fermo e compatto, viene rimarcato, il no alla proposta datoriale di un contratto che sancisca la permanente riduzione dei salari reali, rincorrendo al ribasso i Paesi più poveri e arretrati. “Una posizione – specificano le sigle – oltre che di per sé inaccettabile anche miope, poiché condannerebbe l’industria italiana al suicidio. Serve, al contrario, una decisa inversione di rotta rispetto alla china presa dall’Italia da ormai molti anni a questa parte”.

 

Ma quali, dunque, le richieste? La piattaforma unitaria, viene rimarcato, chiede il giusto riconoscimento del valore e della dignità del lavoro, con un aumento in busta paga di 280 euro mensili, la riduzione del ricorso a forme di contratto precario in favore dei contratti a tempo indeterminato e di apprendistato, la riduzione progressiva della settimana lavorativa a 35 ore a parità di salario, maggiori investimenti su salute e sicurezza, investimenti sulla formazione permanente, la riduzione delle esternalizzazioni e degli appalti, il contrasto alla disparità di genere e agevolazioni per la conciliazione lavoro-famiglia.

 

“Fino ad oggi le proteste e le fermate, con quelle di aprile sono ormai 32 le ore di sciopero, hanno registrato una partecipazione straordinaria e ben oltre le attese – conclude la nota – ma ciò non è ancora bastato a spingere le aziende a cambiare posizione: di qui la scelta di intensificare le lotte azienda per azienda, con una molteplicità di scioperi finalizzati a bloccare le produzioni e la fermata di 8 ore mercoledì 23 aprile nelle altre aziende”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 09 agosto | 19:18
A raccontare i momenti di terrore è l'atleta Simone Vigolo: Il cuore a mille, la pelle in fiamme e la gola che si chiudeva. Se oggi [...]
Cronaca
| 09 agosto | 19:00
Attorno alle 13 di oggi, domenica 9 agosto, una vettura che stava viaggiando in direzione Nord ha letteralmente "perso" la roulotte che stava [...]
Cronaca
| 09 agosto | 17:42
Momenti concitati si sono vissuti nella mattinata di oggi - domenica 9 agosto - poco sopra l'abitato di Tiarno di Sotto, in val di Ledro. Le [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato