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Sospendere la caccia dopo il disastro dei boschi trentini? I cacciatori possibilisti "caso per caso". Parziale soddisfazione del Wwf

L'associazione ribadisce la necessità della sospensione dell'attività venatoria: "Sapremo solo tra molti mesi quale sarà stato il probabile impatto causato dagli ultimi eventi meteorologici sulla fauna selvatica"

Di Donatello Baldo - 03 novembre 2018 - 17:17

TRENTO. Nei giorni scorsi l'appello del Wwf Trentino: "Chiediamo l'immediata sospensione dell'attività venatoria fino a data da destinarsi", una richiesta accorata che arrivava all'indomani dei danni del maltempo che si è abbattuto sulla flora e sulla fauna.

 

IlDolomiti ha subito raccolto la posizione dell'Associazione cacciatori, così da rispondere a breve giro agli ambientalisti: "E' nostra intenzione valutare caso per caso la situazione. Se le condizioni indicano di dover fermare l'attività in certi luoghi, saremo i primi a fare un passo indietro".

 

Nelle dichiarazioni rilasciate dal presidente dei cacciatori emergeva però un filo di stizza: "I nostri tesserati sono in prima linea in questa emergenza, tantissimi sono parte dei soccorsi impegnati come vigili del fuoco. Ai soccorsi un enorme grazie in questa situazione tragica". 

 

Ora la replica degli ambientalisti, che tutto sommato trovano nelle parole del presidente dei cacciatori una "parziale soddisfazione". Al Wwf  "preme tuttavia ricordare che tale caratteristica - quella di aiutare in questa situazione di emergenza -  non è esclusiva del comparto caccia, e sarebbe bene rispondere nel merito piuttosto che fregiarsi di lodi ampiamente riconosciute a qualsiasi volontario di protezione civile e vigile del fuoco, ancor prima che ai tesserati cacciatori".

 

Il punto è però quello della situazione che si è determinata dopo l'ondata di maltempo. "Sapremo solo tra molti mesi quale sarà stato il probabile impatto causato dagli ultimi eventi meteorologici sulla fauna selvatica: nel frattempo, come dei buoni amministratori, purché parziali, di un bene ad ampia godibilità quale è quello naturale, dovremmo accettare di non poter trarre delle conclusioni definitive, ed in conseguenza di ciò, sospendere lo sfruttamento".

 

E il Wwf incalza: "Su che cosa si basano peraltro i piani di abbattimento, se non su ragionati ed esperti conteggi degli individui delle popolazioni oggetto di prelievo? Tali conteggi non possono e non devono essere scolpiti nella pietra: è necessario che il comparto caccia sia immediatamente ricettivo anche per il suo stesso interesse alle situazioni successive all'emanazione di tali piani".

 

"Che la sospensione proposta possa risultare col tempo non necessaria non potrà che rallegrarci - afferma l'associazione ambientalista - l'alternativa è la possibilità di mettere in una irreversibile crisi un sistema naturale già stressato: un'alternativa decisamente peggiore".
 

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