''Chiudete subito la caccia sulle Dolomiti''. L'appello di Mountain Wilderness: ''Il maltempo ha già ucciso migliaia di animali selvatici''
L'associazione ambientalista si rivolge agli amministratori: "E’ inconcepibile in una situazione naturalistica tanto devastata permettere lo svolgimento della caccia. Gli animali sopravvissuti devono poter recuperare"

TRENTO. "La frustata di vento subita da tutte le aree boscate delle Dolomiti è stata impressionante", e parte da questa considerazione l'appello di Mountain Wilderness Italia. La devastazione è evidente, con aree intere di bosco rase al suolo. "Dovremo abituarci a un paesaggio diverso", diceva a proposito il dirigente del Servizio Foreste della Provincia di Trento.
"Una prima valutazione porta a una schiantata diffusa che si aggira sui 5 milioni di metri cubi di legname. Sono state abbattute foreste mature ma anche boschi giovani, ancora perticaie. Migliaia di ettari di superfici impervie sono devastate. Si impiegheranno decenni per recuperare queste enormi aree, per vederle ancora coperte di vegetazione varia. Decenni di impegno dei servizi forestali, dei proprietari pubblici e privati dei boschi sono stati cancellati in poche ore".
"Una foresta distrutta non significa solo piante", scrive Mountain Wilderness Italia nel suo appello E spiega: "La foresta è come una città, è un insieme di vite e significati che l’uomo ancora non è riuscito a comprendere nella sua complessità. In queste enormi distese sono rimasti uccisi decine di migliaia di animali selvatici, non solo i grandi ungulati (cervi, caprioli, daini), ma anche altra pregiata fauna selvatica".
Da questa considerazione la proposta: chiudere subito la stagione della caccia. "Mountain Wilderness Italia lancia un appello alle amministrazioni regionali delle Dolomiti, a quelle delle province autonome, perché venga chiusa da subito la stagione venatoria. E’ inconcepibile in una situazione naturalistica tanto devastata permettere lo svolgimento della caccia".
"Quanto è sopravvissuto della fauna selvatica, probabilmente pochi esemplari di animali per area, va lasciato recuperare, tutto il mondo animale deve prepararsi a affrontare un duro inverno, dovrà riadattarsi a un territorio sconvolto e irriconoscibile, anche impercorribile".
Dal prossimo anno, a primavera, si farà il bilancio di quanto sia costata quest'onda di maltempo sulla fauna che abita le foreste delle Dolomiti. "Il prossimo anno andranno ripresi i censimenti, seri, attuati certo dai volontari, ma anche con l’apporto diffuso delle autorità preposte alla vigilanza: carabinieri-forestali, agenti venatori, polizia locale di vigilanza boschiva. Solo sulla base di censimenti gestiti e controllati dall’ente pubblico si potrà poi valutare se vi saranno o meno le condizioni per riaprire l’attività venatoria a qualche specie faunistica".
Ma ora, all'indomani di questa grande deforestazione imposta dagli elementi, la caccia va subito fermata. "Al momento un minimo di rispetto deve portare tutte le sensibilità culturali e politiche dei territori delle Dolomiti a sostenere l’immediata e definitiva chiusura della caccia per la stagione 2018".














