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Un danno enorme ai boschi trentini: ''Dovremo abituarci a un paesaggio diverso''. Fugatti: ''Stato di calamità''

Primo vertice sulla ricostruzione coordinato dal nuovo presidente della Provincia: "Tra i 250 e i 300 milioni di danni, preoccupazione per lo stato delle foreste trentine"

Di Donatello Baldo - 05 novembre 2018 - 15:45

TRENTO. "Il primo atto che ho firmato in qualità di presidente della Provincia è stato quello per chiedere al Governo lo stato di calamità naturale". Maurizio Fugatti ha incontrato per la prima volta i giornalisti nella sua nuova veste istituzionale, a seguito di un vertice che ha tenuto in mattinata con la Protezione civile e tutte le strutture provinciali che saranno coinvolte nella ricostruzione. 

 

"Ringrazio la Giunta uscente, Ugo Rossi e l'assessore Mellarini che mi hanno coinvolto fin da subito ancora prima dell'ufficializzazione della mia nomina - ha esordito Fugatti - ma voglio ringraziare anche la struttura provinciale che ha saputo affrontare con capacità la crisi di questi giorni".

 

In nuovo presidente ammette che "il lavoro fatto negli anni ha dato i sui frutti", riferendosi alla gestione del territorio che ha permesso al Trentino di non 'sprofondare' sotto l'ondata del maltempo. Non nega la drammaticità dei fatti, anzi: "Il primo pensiero va alle due famiglie che hanno perso i loro cari".

 

Fugatti espone nel dettaglio la stima dei danni. "Siamo stati cauti e prudenti sulle cifre, oggi possiamo soltanto dare una stima di massima: 250/300 milioni di euro di danni subiti dal pubblico e dal privato. In questa somma sono considerate le strade, i ponti, le case con i tetti scoperchiati, gli impianti agricoli divelti e i boschi rasi al suolo". 

 

"Nei prossimi giorni è convocato un tavolo del credito - spiega il presidente - e convocheremo anche le categorie economiche per capire come andare incontro alle loro esigenze". Ma assicura: "Per l'Immacolata la stagione sciistica potrà prendere il via. Una delle priorità è infatti il ripristino delle strade di collegamento con gli impianti". 

 

I danni al patrimonio pubblico, per le infrastrutture compromesse dal maltempo, saranno ripristinati a breve. Per quelli subiti dai privati sarà utilizzato il 'modello Moena': i singoli cittadini potranno stimare il danno e portare nei Comuni le fatture. Sarà poi la Provincia a gestire i rimborsi.

 

Il direttore generale Paolo Nicoletti è già al lavoro per le coperture e Fugatti anticipa la proposta della sospensione della rata di dicembre dell'IMIS per i comuni colpiti dal maltempo e una circolare del presidente darà indicazione alle amministrazioni territoriali su come destinare al meglio le risorse.

 

La situazione che più preoccupa è però quella delle foreste, dove il vento forte ha raso al suolo aree enormi di bosco: "Dovremo abituarci a un nuovo paesaggio - ha affermato amaro il dirigente del Servizio foreste - e lavorare per evitare futuri crolli, future valanghe, fenomeni che silenziosamente i nostri boschi tenevano sotto controllo"

 

Anche in questo caso sono i numeri che restituiscono la grandezza della tragedia che si è abbattuta sul Trentino: "Sono stimati in 90 milioni i danni alle foreste, 2 milioni di metri cubi di alberi schiantati, 4 volte la ripresa annua su base provinciale".

 

Alberi ammassati al suolo che dovranno essere asportati con celerità per evitare la proliferazione di insetti nel sottobosco. Per questo è già attiva un task-force con le amministrazioni, le Asuc, la Forestale. 

 

Senza entrare nel dettaglio, Fugatti ha anticipato l'idea della creazione di un fondo apposito per i boschi trentini, a cui chiedere a tutti il proprio contributo economico. "L'entità di questo danno ci sta facendo valutare la necessità della creazione di uno specifico fondo per l'ambiente".

 

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