''Danni per 300 milioni di euro, un terzo tra foreste, agricoltura e bacini montani'', primo bilancio sul maltempo
Il neo governatore sta visitando i territori colpiti dal maltempo per verificare la situazione e lo stato di avanzamento dei lavori di somma urgenza. Nelle prossime ore si dirigerà Dimaro: "Negli occhi di sindaci, vigili del fuoco e Protezione civile ho visto la fatica e la sensazione di rischio corso in quei giorni e in quei momenti"

TRENTO. Circa due milioni di metri cubi di alberi abbattuti e almeno 400 strade forestali completamente distrutte. I simboli dell'ondata di maltempo sono tanti. Il patrimonio ambientale sdraiato a terra e la morfologia cambiata, il parco Asburgico e Arte Sella praticamente spazzati via, i ponti caduti, gli acquedotti e gli impianti danneggiati, ma anche le colate di fango e detriti lungo le principali arterie.
A questo si aggiungono i danni all'agricoltura. "La stima dei danneggiamenti è tra i 250 e i 300 milioni di euro complessivi", dice Maurizio Fugatti, presidente della Provincia, che aggiunge: "Negli occhi di sindaci, vigili del fuoco e Protezione civile ho visto la fatica e la sensazione di rischio corso in quei giorni e in quei momenti".
Un terzo, intorno ai 100 milioni, riguarda i comparti di foreste, agricoltura e bacini montani. Questo un primo bilancio dei danni causati dalla forte ondata di maltempo della scorsa settimana al bene pubblico. Il governatore, prima invitato dal presidente uscente Ugo Rossi e poi ufficialmente in carica, ha effettuato diversi sopralluoghi nelle zone colpite per verificare la situazione e lo stato di avanzamento dei lavori di somma urgenza.
La prossima tappa è prevista a Dimaro. Il Trentino cerca di ritornare alla normalità, fin da subito si è rimboccato le maniche per gestire l'emergenza, rimuovere i detriti e mantenere il territorio monitorato e sotto controllo. Una situazione senza precedenti per la Provincia.
"Un ringraziamento - conclude Fugatti - naturalmente alla macchina dei soccorsi, così come alla Giunta uscente per il lavoro svolto, ma anche per avermi coinvolto e darmi la possibilità di collaborare nelle fasi più delicate di questa crisi".
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