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Maltempo, il presidente della provincia di Belluno: ''La morfologia è cambiata, danni da almeno un miliardo''

Il bilancio nel bellunese è di tre morti e circa trecento sfollati. Ancora interi comuni sono isolati, viabilità bloccata, così come territori senza energia elettrica e senza linee telefoniche. Non potabile l'acqua in diverse aree. Padrin: "Siamo ancora in piena emergenza, ma non molliamo". In alcune zone sono caduti quasi 700 millimetri. De Pellegrin (sindaco Val di Zoldo): "Troveremo una formula per ripartire"

Di Luca Andreazza - 01 novembre 2018 - 22:26

BELLUNO. "La portata del disastro causato dal maltempo è molto più ampia di quanto può sembrare. Il territorio è sconvolto e la morfologia è cambiata. E' un altro volto", queste le parole di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno e sindaco di Longarone, che aggiunge: "Ancora difficili stimare i danni, ma si parte da un miliardo".

 

 

Il bilancio nel bellunese è di tre morti e circa trecento sfollati, "ma abbiamo salvato tantissime vite. Una comunicazione costante - spiega - tra social e giornali, scuole chiuse e altre chiusure preventive". Ancora interi comuni sono isolati, viabilità bloccata, così come senza energia elettrica e senza linee telefoniche. Non potabile l'acqua in diverse aree. "Siamo ancora in piena emergenza - prosegue il presidente - ci vogliono ancora giorni di lavoro per vedere un po' di normalità. Lunedì scorso erano oltre 130 mila le famiglie senza corrente e acqua calda, ora siamo scesi a 18 mila perché abbiamo posizionato circa 200 generatori nel bellunese".

La Valle di San Lucano è tra le zone maggiormente colpite, prima il vasto incendio (Qui articolo) e poi l'eccezionale ondata di maltempo: sono devastanti i danni ambientali e idrogeologici. Come in Trentino intere aree boschive sono rase al suolo e si sono trascinate i cavi della corrente elettrica.

 

A questo si aggiungono le diverse esondazioni in grado di far crollare ponti e cancellare piste ciclabili, senza dimenticare frane e smottamenti, tetti scoperchiati, acquedotti e immobili danneggiati. Mentre in alcuni paesi isolati è comparsa la neve, il maltempo dei giorni scorsi ha anche rimesso in movimento la frana di circa 4 milioni di metri cubi del Tessina (Alpago). L'Unità di crisi è sul posto, come i corsi d'acqua sono ancora costantemente monitorati.

 

"La situazione è difficilissima - continua Padrin - ma non molliamo. Non è nella nostra indole, ci siamo subito rimboccati le maniche per ripartire immediatamente. Un ringraziamento doveroso a tutta la macchina dei soccorsi, prefetto, Regione, Provincia, Protezione civile, tutti i professionisti e volontari. Un sentito grazie anche alla squadre da fuori e tutti quelle persone solidali verso il Veneto, ennesima dimostrazione che l'Italia in questo senso non ha eguali".

Maltempo nel bellunese, ingenti i danni: ''La morfologia è cambiata, nuovo volto''

 

Sono ancora una ventina le strade principali chiuse, alcune transitabili solo dai mezzi di emergenza, mentre si lavora costantemente per liberare anche le altre arterie, quelle secondarie o comunali. 

 

 

"Questa perturbazione - dice il presidente - non ha risparmiato nessuno, ma alcune aree sono state particolarmente bersagliate, come l'Agordino, la Val di Zoldo, il Cadore e il Comelico. Oltre 3 mila unità sono sul campo per non lasciare indietro nessuno. Non abbandoniamo nessuno".

 

In alcune zone sono stati sfiorati i 700 millimetri d'acqua, la stazione di rilevamento di Soffranco (Belluno) si è fermata a 667,4, mentre alle 21 del 29 ottobre quella di Taibon Agrodino ha toccato i 610 millimetri, prima di venire spazzata via da una tromba d'aria. Livelli superiori al 1966. "Quell'anno il territorio - commenta Camillo De Pellegrin, sindaco di Val di Zoldo - è uscito martoriato. Questa volta abbiamo avuto una reazione diversa, le opere di regimazione sono state fondamentali per evitare l'esondazione del torrente Maè".

 

La Val di Zoldo è rimasta isolata per giorni. "Ci sono stati danni soprattutto nella parte bassa della valle - conclude De Pellegrin - la viabilità è stata compromessa e diverse abitazioni sono state, purtroppo, scoperchiate, come sono tanti i danneggiamenti segnalati dai privati. Certamente c'è stata paura e apprensione, ma nessuno ha corso un reale pericolo. Ora troveremo una formula per ripartire".

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