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Il Wwf: ''Sospendente attività venatoria'', l'associazione cacciatori: ''Strumentalizzazione sull'onda emotiva. Valuteremo territorio per territorio''

Scontro tra l'associazione Wwf del Trentino e l'associazione cacciatori. Gli ambientalisti: "Indagini preliminari evidenziano che il 25% del patrimonio forestale è andato perso", Ravelli: "I nostri cacciatori sono in prima linea come vigili del fuoco. Difesa del territorio a fatti, non a parole"

Di Luca Andreazza - 02 novembre 2018 - 16:10

TRENTO. "In queste ore drammatiche, il nostro pensiero va alle famiglie colpite da questa tragedia, ma anche a quelle persone che rischiano la vita per fare in modo che il disastro non si trasformi in catastrofe", spiega l'associazione Wwf del Trentino, che aggiunge: "Un grazie alla protezione civile, ai vigili del fuoco e tutti i soccorsi".

 

Ore particolarmente difficili tra pioggia e vento, frane e allagamenti. "Un momento - aggiunge l'associazione - che deve imporre una riflessione su quanto sia necessario puntare sulla prevenzione, così come su un cambiamento culturale capace di prendere atto di quanto le conseguenze dei cambiamenti climatici, da noi provocati, metteranno sempre più a nudo tutte le nostre debolezze".

 

Non solo gli alberi abbattuti dalla furia del vento e la fragilità idrogeologica del nostro territorio, anche la fauna selvatica è rimasta duramente colpita da questo evento di maltempo eccezionale. "Indagini preliminari - prosegue il Wwf - evidenziano che il 25% del patrimonio forestale è andato perso".

 

Il Wwf del Trentino lancia un appello al Comitato faunistico. "Chiediamo - dicono - l'immediata sospensione dell'attività venatoria fino a data da destinarsi.  I cacciatori sono in questo momento chiamati come tutti a scegliere tra lungimiranza e miopia: contiamo che la cultura della quale il Trentino si fregia possa essere da guida verso una scelta che appare inevitabile, sempre che la caccia miri ancora definirsi protettrice del patrimonio faunistico, piuttosto che sua rapinatrice e sfruttatrice".

 

E arriva a stretto giro la replica. "Questa è ideologia - ribatte a Il Dolomiti Stefano Ravelli, presidente dell'associazione cacciatori - strumentalizzazioni sull'onda dell'emozione. I nostri tesserati sono in prima linea in questa emergenza, tantissimi sono parte dei soccorsi impegnati come vigili del fuoco. Ai soccorsi un enorme grazie in questa situazione tragica. Ma non professiamo la difesa della faunala esercitiamo. Ogni anno investiamo decine e decine di migliaia di euro per il ripristino delle aree e se serve aumenteremo le risorse. La solidarietà la facciamo nei fatti".

 

La sospensione della caccia ancora non arriva. "La nostra associazione è molto capillare - continua il presidente - ho chiesto a tutte le sezioni una relazione dettagliata. Questo evento drammatico ha avuto impatti diversi, una devastazione a macchia di leopardo. E' nostra intenzione valutare caso per caso la situazione. Se le condizioni indicano di dover fermare l'attività in certi luoghi, saremo i primi a fare un passo indietro".

 

Insomma, i cacciatori non ci stanno e rispediscono le accuse al mittente. "Abbiamo sempre dimostrato responsabilità e non possiamo accettare queste idee preconcette. E' fondamentale - conclude Ravelli - analizzare i diversi territori, anche per capire i danni della fauna, prima di prendere decisioni. Le perdite sono prevedibili, soprattutto in Val di Fiemme e Pinè, ma le specie vivono a quote e luoghi diversi. A tempo debito e dati alla mano valuteremo come agire alla luce anche della transitabilità delle strade forestali, ma non vogliamo prestare il fianco a questi attacchi strumentali".

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