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Spaccio e minacce, il comitato Vivi San Martino al questore: ''Non siamo visionari, venga a fare un giro con noi a vedere quello che succede''

Dopo il messaggio inviato al sindaco Alessandro Andreatta dove si chiede una presenza maggiore della polizia locale ora tocca al questore di Trento

Foto archivio
Pubblicato il - 12 aprile 2018 - 10:49

TRENTO. “Siamo stufi di essere presi per visionari” non usano mezzi termini i cittadini che compongono il Comitato Vivi San Martino in un messaggio indirizzato al questore di Trento e recapitato ai giornali. A pochi giorni dalla richiesta  al sindaco di Trento di una presenza maggiore della polizia locale ora è la volta di chi sovraintende le forze dell'ordine.

 

“Nel corso dell'annuale festa della Polizia, il questore ha ripetuto un'affermazione che ben conosciamo: i reati sono in calo, mentre permane una 'percezione' di pericolo da parte dei cittadini. Non è la prima volta - spiegano i cittadini - che si parla di 'percezione' , un concetto teso, a nostro avviso, a sminuire e depotenziare le lamentele da parte dei cittadini di cui sono piene in questi giorni le cronache locali”.
 

Ecco allora che il comitato invita il questore a “fare un giro con gli abitanti per 'percepire' quello che percepiamo noi quotidianamente. Lo spaccio indisturbato e indisturbabile, pena minacce ed insulti da parte degli alacri operatori del mercato degli stupefacenti; monumenti e case sfregiate da scritte stupide; comportamenti incivili e osceni alla luce del sole, e via percependo”.

 

Situazioni che, secondo il comitato Vivi San Martino, vengono indicate come “percezioni” e quindi suggeriscono una realtà di una città ben diversa.

 

“Si pensa che la città sia linda, ordinata e sotto controllo – continuano i cittadini – ma così non è. Non lo è per noi né per gli abitanti di Santa Maria, di San Marco e di tutto il centro storico”.

 

Nel testo del messaggio inviato dal Comitato Vivi San Martino i cittadini spiegano infine che  molte persone "rinunciano ormai a denunciare piccoli furti e danneggiamenti a causa del senso di inutilità e di perdita di tempo"

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