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Aggredita una poliziotta in carcere a Trento, presa a pugni e schiaffi da una detenuta. Trasportata in ospedale con un trauma cranico e diverse contusioni

E' successo questa mattina e a darne notizia è stata la Sappe. Solo la presenza di un altro collega ha impedito che l’aggressione avesse conseguenze drammatiche. La detenuta è stata immediatamente posta in isolamento

Pubblicato il - 07 settembre 2019 - 16:39

TRENTO. Ancora un' aggressione al carcere di Spini di Gardolo. A renderlo noto è stato Massimiliano Rosa, segretario provinciale di Trento del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

 

Il fatto è avvenuto questa mattina, una poliziotta in servizio presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Trento è stata aggredita violentemente da una detenuta.

 

Secondo quanto viene riportato dal Sappe, la detenuta dopo aver ricevuto da parte del personale dell’ufficio matricola una notifica di un atto, è tornata verso la sua cella. Ad un tratto, però, si è rivolta alla poliziotta chiedendo in maniera vigorosa il cambio cella. L'agente, però, avrebbe chiesto di attendere l’ispettore di sorveglianza di turno per la decisione in merito.

 

In quel momento la detenuta si è scagliata violentissimamente contro la collega scaraventandola a terra e colpendola ripetutamente con pugni e schiaffi sul viso e sul corpo.

 

Solo la presenza di un altro collega ha impedito che l’aggressione avesse conseguenze drammatiche. La detenuta è stata posta in isolamento. La poliziotta, visibilmente scossa e ferita, è stata subito trasportata all’ospedale Santa Chiara di Trento per le cure necessarie.

 

Per lei trauma cranico, contusione e tumefazione al gomito destro. “Registriamo – ha spiegato il Sappe - l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di personale appartenente al Corpo in servizio nel Triveneto. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono”.

 

Ha espresso solidarietà alla poliziotta anche Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe. “La situazione – ha spiegato - si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi. I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

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