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| 21 ott 2021 | 16:52

Pugni in faccia e calci, seconda aggressione in 48 ore al carcere di Trento. Un agente è stato portato al pronto soccorso

La denuncia arriva da Sinappe, ferito un ispettore di circa 50 anni. Martedì sera un altro agente era stato aggredito e poi accompagnato in ospedale. Mazzarese: "Gestione dell'ordine e della sicurezza all'interno dell'istituto penitenziario difficile"

Pugni in faccia e calci, seconda aggressione in 48 ore al carcere di Trento
di Redazione

TRENTO. Seconda aggressione nell'arco di due giorni al carcere di Trento. Dopo l'episodio avvenuto la sera di martedì 19 ottobre (QUI L'ARTICOLO)  dove un agente è stato bloccato sull'inferriata e preso a pugni in testa, questa mattina la violenza di un detenuto ha colpito un ispettore superiore di circa 50 anni durante il proprio turno.

 
A denunciarlo ancora una volta è stato il segretario regionale del Sinappe, Andrea Mazzarese che sottolinea come “la situazione all'interno della casa circondariale di Spini di Gardolo sia grave”.  Secondo la ricostruzione fatta dal sindacato autonomo nazionale di polizia penitenziaria l'agente stava accompagnando in cella un detenuto che era uscito per legittimi motivi. 

Ad un certo punto, però, quest'ultimo non ha più voluto rientrare.  E' intervenuto quindi, in aiuto, il personale addetto alla sezione che lo ha accompagnato all'interno della propria cella

 

Nel momento in cui, però, l'ispettore si apprestava ad uscire è stato bloccato e il detenuto ha iniziato a colpirlo violentemente al viso prendendolo anche a calci. Fortunatamente i colleghi sono riusciti a bloccarlo e l'agente è stato poi accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento.

 
Che la situazione all'interno del carcere di Trento non sia tranquilla lo testimoniano non solo le due aggressioni avvenute nell'arco di due giorni ma anche le minacce che da mesi, spiega il Sinappe, gli agenti subiscono.  “Auguriamo al collega – ha spiegato Mazzarese – la pronta guarigione. Il Sinappe e altre organizzazioni sindacali sono attualmente in stato di agitazione per le continue aggressioni che continuano ad esserci su tutto il territorio ad opera dei detenuti. Le ultime due avvenute a Trento dove il numero di agenti è inferire a quanto dovrebbe essere e sono numerosi i detenuti con patologie psichiatriche che rendono la problematiche della gestione dell'ordine e della sicurezza all'interno dell'istituto penitenziario difficile”. 

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