Aiutava nella gestione di un alpeggio ma su di lui pendeva una condanna a 9 mesi: arrestato dai carabinieri
L’uomo è incappato in alcuni controlli di routine che i militari hanno svolto in alpeggi e strutture ricettive di alta montagna, nei suoi confronti era stato spiccato un mandato d'arresto della procura di Trento

SAN GIOVANNI DI FASSA. L’uomo si era reso irreperibile da un po’ di tempo ma aveva contratto un debito con la giustizia. Infatti su di lui pendeva un mandato di cattura emesso dalla procura di Trento per un residuo di pena di nove mesi.
Nonostante queste premesse il soggetto in questione aiutava nella gestione di un alpeggio dotato anche di una struttura dedicata alla ristorazione.
In questo inizio di settembre però i carabinieri della compagnia di Cavalese hanno intensificato le attività legate alla prevenzione degli incidenti stradali che sempre più spesso vedono coinvolti dei motociclisti sui Passi Dolomitici.
Ciò ha portato all’aumento dei controlli su mezzi e persone in transito sulle principali arterie stradali ed è proprio scandagliato le aree di alta montagna, come alpeggi e strutture ricettive, che i carabinieri della Stazione di Sen Jan-Vigo di Fassa hanno localizzato il ricercato per reati connessi al porto di un’arma bianca.
L’uomo è stato immediatamente tratto in arresto e condotto nelle carceri di Spini di Gardolo, dove finirà di scontare la pena di nove mesi.
Infine, durante le altre attività di controllo svolte nel comune di San Giovanni di Fassa, i militari rinvenivano della sostanza stupefacente che faceva scattare la segnalazione amministrativa per due persone al Commissariato del Governo di Trento in quanto consumatori.




.jpg?itok=eel6xGFe)













